Vino rosso toscano buono? Eccolo!

L’intraprendenza dei produttori lungimiranti hanno reso il vino rosso toscano buono e famoso in tutto il mondo.

Dentro ad un bicchiere di vino buono toscano c’è la storia di una casata, i saperi tramandati da generazioni, la passione per un territorio, il rispetto per le tradizioni e tanto sacrificio. 

Solo dopo c’è la tipologia di terreno, l’altezza e l’esposizione delle vigne, le scelte in cantina, che ormai è sempre più informatizzata e tutti i processi sono controllati da computer, ma dietro ad ogni minimo movimento c’è l’uomo con il suo intuito, la sua conoscenza, la sua esperienza che rende possibile questo miracolo. 

L’intraprendenza e la determinazione di produttori lungimiranti sono gli elementi che hanno reso il vino rosso toscano buono e famoso in tutto il mondo.

In questo articolo

  1. Una carrellata di vini d’eccellenza
  2. Qual è il vino rosso toscano buono e più famoso?
  3. Vino rosso toscano buono, ecco perché

Una carrellata di vini d’eccellenza

La Toscana ha attirato negli anni grandi nomi come Antinori e Frescobaldi; gruppi internazionali come la Constellation Brands con Ruffino; la Bulgheroni Family Vineyards; la Kendall Jackson con Arceno e Arcanum o il  gruppo francese Epi con Biondi Santi; la famiglia Saverys con Avignonesi; e potrei continuare all’infinito.

Anche i grandi gruppi italiani, come Gaja, Masi, Bertani Domains, Zonin, le Agricole Beretta, la famiglia Paladin o Livon hanno investito perché innamorati di questo paradiso terrestre.

Nomi che fanno girare la testa nel settore e che si sono innamorati di questo angolo di paradiso, capace di far germogliare un prodotto unico.

Ti chiederai forse se c’è un’etichetta che, più delle altre, è “passata alla storia” ed è diventata il Marlon Brando dei vini… Certo, continua a leggere, lo vediamo nel prossimo paragrafo.

Qual è il vino rosso toscano buono e più famoso?

Da parte mia la risposta a questa domanda può essere soltanto una: il Sassicaia.

Nato nel 1948 su intuizione del Marchese Incisa delle Rocchetta, a base di Cabernet Sauvignon, coltivato a Bolgheri. 

Questo vino ebbe così tanto successo che nel 1971 Pietro Antinori si ispirò a lui per inventare una combinazione di vitigni: 80% Sangiovese e 15% Cabernet Sauvignon 5% Cabernet Franc coltivati nel cuore del Chianti Classico e nacque così un altro vino famoso: il Tignanello.

C’è da sapere che già Frescobaldi, già cento anni prima, utilizzava il cabernet Sauvignon nella produzione del suo famoso Chianti Nipozzano. L’idea di assemblare un Sangiovese con un cabernet Sauvignon è stata un’ottima idea che ha dato ottimi risultati.

Ma perché questi vini sono così famosi? Sicuramente per via del sapore unico e inimitabile che hanno e che sto per descriverti (anche se ti consiglio di assaggiarli il prima possibile!).

Vino rosso toscano buono, ecco perché

I vini toscani sono sempre primi in diverse classifiche e anche nel 2019 tra i “Top 100” di Wine Spectator l’Italia è salita sul podio con il Chianti Classico 2016 di San Giusto a Rentennano, che, detto per inciso, è da sempre il mio chianti classico preferito!

In questi ultimi anni nella classifica dei migliori ci sono anche:

  • Bolgheri Sassicaia 2013 (Tenuta San Guido)

Sentori di frutti rossi maturi, frutti di bosco con un corpo eccezionale che si sposa bene con carni rosse, arrosto, cacciagione, piatti della tradizione toscana.  

  • Bolgheri Superiore Ornellaia 2013 (Ornellaia)

Sentori fruttati, note speziate e balsamiche, tannini in equilibrio straordinario. Si abbina a formaggi stagionati, carni rosse e selvaggina.   

  • Solaia 2013 (Marchesi Antinori)

Sentori di frutta rossa matura e spezie accompagnate da note floreali. Tannini pronti e soffici. Si esalta con i primi di funghi, arrosti e brasati. 

  • Tignanello 2013 (Marchesi Antinori)

Sentori di frutta, spezie, cuoio, vaniglia e cacao. Tannini soffici, ottima acidità. Si esalta con piatti a base di carne, brasati e selvaggina. 

  • I Sodi di San Niccolò 2012 (Castellare di Castellina)

Sentori fruttati, lievemente speziate, balsamiche e floreali. Si accompagna a formaggi saporiti, salumi e carni ricche di sapidità.

  • il Superiore Grattamacco 2013 (Grattamacco)

Sentori di frutti neri di bosco e cassis accompagnati da sensazioni speziate, balsamiche  e di macchia mediterranea che si sposa perfettamente con umidi di carni rosse, brasati e cacciagione. 

  • Masseto 2013 (Tenuta dell’Ornellaia)

Sentori di frutta di bosco, alloro, cardamomo, cacao, dai tannini intensi ma setosi. Lo abbinerei ad un primo piatto con il ragù di anatra o al piccione arrosto.

  • Duemani 2013 (Duemani)

Sentori di prugna e mirtillo, spezie, note balsamiche e liquirizia. Lo abbinerei con la Chianina. 

  • Brunello di Montalcino Riserva 2010 (Canalicchio di Sopra)

            Sentori di frutta rossa, cuoio, tabacco e liquirizia. Ottimo abbinato ad arrosti o  il cinghiale in dolce forte.

  • Bolgheri Superiore Sapaio 2013 (Podere Sapaio)

           Sentori di frutta nera matura, di rosa, leggermente balsamico. Lo accompagnerei alla faraona arrosto tartufata. 

  • Bolgheri Superiore Guado al Tasso 2013 (Tenuta Guado al Tasso).

           Sentori di frutta ma anche di erbe aromatiche, spezie, menta. Ottimo abbinato con risotto di funghi, salumi e formaggi stagionati.

Questi sono tutti ottimi vini di cui avrò modo di parlare sul blog e nei miei canali social! Tu seguimi per non perderti le novità!

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