Vino rosso DOCG toscano, quale scegliere?

Il vino rosso DOCG toscano è famoso nel mondo, apprezzato da esperti ed appassionati, fa parte delle eccellenze che hanno reso celebre la Toscana alla pari del David di Michelangelo o la torre di Pisa.  La mia regione infatti è famosa in tutto il mondo per la produzione di vini pregiati grazie al suo territorio […]

Il vino rosso DOCG toscano è famoso nel mondo, apprezzato da esperti ed appassionati, fa parte delle eccellenze che hanno reso celebre la Toscana alla pari del David di Michelangelo o la torre di Pisa. 

La mia regione infatti è famosa in tutto il mondo per la produzione di vini pregiati grazie al suo territorio con un mix magico di climi, terreni e altitudini differenti che permettono di ottenere dei prodotti di grandissima qualità e questo permette alle cantine toscane di creare nettari divini (di-vini) che non mancano mai sulle tavole più prestigiose.

Tra i vini rossi DOCG toscani più conosciuti ed apprezzati c’è il Chianti che comprende due DOCG:

  • il Chianti Classico DOCG, cioè la zona tradizionale tra Firenze e Siena;
  • la Chianti DOCG che abbraccia una zona vastissima compresa tra tutte le province toscane con esclusione di Massa-Carrara, Grosseto e Livorno, e che comprende le 7 sottozone Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli e  Rufina.

La ricetta del vino rosso DOCG toscano

La “ricetta” originale del Chianti, dettata dal Barone Bettino Ricasoli nel 1835, comprendeva fino ad un massimo del 90% di Sangiovese, 5-10% di Canaiolo e 2-5% di vini a bacca bianca, principalmente Malvasie e Trebbiano.

Nel territorio della città di Siena, famosa soprattutto per il Palio, il chianti DOCG più prezioso e conosciuto è sicuramente il Brunello di Montalcino, a base di sangiovese, le cui etichette sono ai vertici mondiali così come il Nobile di Montepulciano.

Negli ultimi anni si è fatta largo, grazie anche alla fama del Bolgheri Sassicaia, la zona di Bolgheri con i supertuscans ed i vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot Nero. Se vuoi maggiori informazioni sul Bolgheri, segui il link e leggi l’articolo che parla di questo nettare e delle sue caratteristiche!

Per quanto riguarda i bianchi la Vernaccia di San Gimignano, ottenuto dall’omonimo vitigno, è sicuramente uno dei vini più famosi, la cui notorietà risale addirittura all’epoca del dominio dei Medici. Fino a poco tempo, i vini bianchi toscani non godevano di grande prestigio soprattutto a livello internazionale, probabilmente perché la maggior parte venivano realizzati con vitigni considerati, spesso erroneamente, di bassa qualità come la Malvasia ed il Trebbiano.

Oggi invece sono rivalutati anche grazie al lavoro di ricerca e sviluppo compiuto da alcune aziende che si dedicano a creare bianchi di ottima qualità e ne parlo in questo articolo sui migliori vini bianchi toscani!

Ecco le 11 zone con altrettanti vini a denominazioni DOCG:

  • Brunello di Montalcino (100% sangiovese, localmente brunello)
  • Carmignano (sangiovese min 50%; canaiolo nero max 20%; cabernet franc e/o cabernet sauvignon 10-20%; trebbiano toscano e/o canaiolo bianco e/o malvasia bianca lunga max 10%)
  • Chianti – Chianti Colli Aretini, Chianti Colli Fiorentini, Chianti Colline Pisane, Chianti Colli Senesi, Chianti Montalbano, Chianti Rufina e Chianti Montespertoli  (sangiovese min 70%; cabernet franc e cabernet sauvignon max 15%)
  • Chianti Classico (sangiovese min 80% )
  • Elba Aleatico Passito o Passito Aleatico dell’Elba (100% aleatico)
  • Montecucco Sangiovese (sangiovese min 90%)
  • Morellino di Scansano (sangiovese min 85%)
  • Rosso della Val di Cornia o Val di Cornia Rosso (sangiovese min 40%; cabernet sauvignon e merlot max 60%)
  • Suvereto (cabernet sauvignon e merlot fino al 100%)
  • Vernaccia di San Gimignano  (vernaccia di San Gimignano min 85%). È una DOCG bianca, non rossa.
  • Vino Nobile di Montepulciano (sangiovese, localmente prugnolo gentile, min 70%)

Mi raccomando, continua a seguirmi e ne “berrai” delle belle!

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