FullSizeRender-3La vendemmia del 2016 è iniziata in Italia il 12 agosto in Franciacorta, con un ritardo di quasi una settimana rispetto allo scorso anno, quando però era stata condizionata dal grande caldo e siccità con la raccolta più precoce dell’ultimo decennio. Molto dipenderà dal mese di settembre, ma le condizioni meteo fanno ben sperare per una annata di buona qualità, dopo un inverno particolarmente mite e un germogliamento anticipato. Salvo sconvolgimenti di questo quadro, Coldiretti prevede che la produzione Made in Italy sarà destinata per oltre il 40 per cento ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30 per cento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento a vini da tavola, per un “vigneto Italia” composto da 650.000 ettari di vigne e oltre 200.000 aziende vitivinicole.

“Sarà l’anno dei grandi rossi” ad affermarlo il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, che analizza i centinaia di report che gli arrivano da tutte le regioni. Molte incognite e qualche certezza: “Il clima favorisce i vitigni autoctoni che un tempo avevano bisogno di più tempo per maturare: il Nebbiolo di Barolo e Barbaresco, il Sangiovese di Brunello e Montepulciano, l’Aglianico”. Mai come ora sono i cambiamenti climatici, con sferzate di tipo tropicale, a fare la differenza da vigna a vigna, spiega Cotarella. La quantità di vino sarà minore del 5% o uguale allo scorso anno, circa 19 milioni di ettolitri. La qualità sarà ottima con alcune punte di eccellenza”. I primi a vendemmiare sono stati i vignaioli pugliesi, sardi, siciliani. Tra gli ultimi a impugnare le forbici saranno, tra la fine di ottobre e novembre quelli della Valtellina e dell’Etna. La quantità media degli ultimi dieci anni è stata di 45,4 milioni di ettolitri. Quindi le stime per il 2016 sono comunque positive. “Per i vini rossi il 2016 potrebbe essere incorniciato come un millesimo da ricordare. Se le prossime settimane saranno ricche di sole e con le giuste piogge, avremo rossi armonici, ricchi di struttura, dai profumi complessi e da lungo invecchiamento, e bianchi profumati, con un giusto equilibrio di acidità, alcolicità, finezza”.

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