Si chiama tonno, ma nel Chianti si fa con il maiale e va mangiato freddo!  I toscani sono dei maestri in cucina e quindi sono riusciti a trasformare carne si suino in pesce, almeno nel nome e nel sapore. Si tratta infatti di una coscia di maiale disossata, salata e poi bollita nel vino bianco. Sgrassata e messa sott’olio, il cui sapore richiama quella del mitico pesce ed è per questo che il piatto è stato ribattezzato “Tonno” di Terra Toscana. Ricetta che segue la regola antica di non buttar via nulla, infatti i nonni conservavano le carni sotto sale e poi le cuocevano nel vino bianco leggermente allungato con dell’acqua e aromatizzavano il tutto con dell’alloro. Una volta raffreddate le carni, venivano disossate, aromatizzate con grani di pepe nero e messe sott’olio. Dopo qualche mese, la tenera carne, con la cottura nel vino e la marinatura in olio, assume un sapore simile a quella del tonno.
I tonno del Chianti, detto anche finto tonno toscano, anche oggi viene prodotto, seguendo sempre la vecchia  metodologia di lavorazione, dall’ antica macelleria di Dario Cecchini che ha riscoperto questo piatto dei nostri nonni e si trova a Greve in Chianti (Firenze), località Panzano. (www.dariocecchini.com)
Il piatto e’ ottimo e gustosissimo con un letto di fagioli toscani, con ceci, o semplicemente “nudo”. Generalmente viene servito, in inverno, con fagioli e cipolla mentre in estate insieme a dell’insalata, e per la sua bontà e particolarità è stato segnalato dalle più prestigiose riviste gastronomiche nazionali ed estere. Se volete leggere altre curiosità  su Dario Cecchini il famosissimo macellaio poeta le potete trovate nel mio libro “Un viaggio Toscano” dove Paolo Capresi gli ha riservato una bellissima intervista.

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