Niente più segreti per l’etichetta vino rosso

Etichetta vino rosso: come leggerla, quali sono gli elementi da valutare e cosa significano sigle e acronimi.

Apprezzi il buon vino ma in realtà non sei proprio ciò che si definisce un intenditore?

Sappi che l’etichetta è la parte più importante della bottiglia: è la sua carta d’identità, la contraddistingue e racconta la sua storia prima ancora della degustazione.

Tuttavia per la maggioranza delle persone questa “mappa” risulta incomprensibile. Ecco perché ho deciso di fornirti una breve guida per orientarti tra le mille informazioni che puoi leggere sull’etichetta vino rosso.

Saperla leggere ti permetterà di sapere a priori cosa aspettarti dal vino, quali caratteristiche ha e quindi scegliere al meglio.

In questo articolo:

  1. Gli elementi obbligatori per l’etichetta vino rosso
  2. Vino sai cosa bevi? Impariamo a leggere l’etichetta
  3. Etichetta vino, per tutelare i consumatori

Gli elementi obbligatori per l’etichetta vino rosso

Di seguito ti ho fatto un elenco degli elementi obbligatori delle etichette e quindi importanti per capirne il contenuto.

1 – L’imbottigliatore (se diverso dal produttore, identificato almeno dal nome e dal comune di provenienza o dal suo codice ICQRF, formato dalla sigla della provincia (AO per la regione Valle d’Aosta) e da un numero progressivo.

2 – La tipologia di vino o la denominazione, indicata per esteso.

3 – Il titolo alcolico espresso come percentuale in volume.

4 – Il volume del contenitore preceduto dal simbolo di stima (e), ai sensi delle norme dell’Unione Europea e italiane.

5 – Il lotto di produzione che garantisce la tracciabilità della partita di vino.

Esso indica un insieme di unità di vendita (es. bottiglie) prodotte, o confezionate in circostanze praticamente identiche. Esso è un’indicazione molto libera nella forma che può assumere, l’unica regola è che l’indicazione del lotto deve essere univoca. Nel caso degli spumanti metodo classico, il lotto non indica la data di imbottigliamento, che apre il periodo di tirage, bensì il momento della sboccatura, quando (con o senza l’aggiunta di una liqueur d’expédition) viene materialmente effettuato il “confezionamento” per la distribuzione e la vendita.

6 – La presenza di solfiti, che  deve essere indicata se il tenore di SO2 (anidride solforosa) totale nel vino (aggiunta o no durante il processo di vinificazione) è pari o superiore a 10 mg/l.

Tutte le indicazioni obbligatorie devono comparire nello stesso campo visivo, ossia sull’etichetta frontale o sulla retroetichetta, ma senza bisogno di andarle a cercare girando il recipiente (art. 50, § 1, Reg. 607/2009).

Vino sai cosa bevi? impariamo a leggere l’etichetta

Inoltre ci sono altre informazioni che ti dicono cosa stai bevendo, e qui ti ho fatto uno schema per orientarti a una corretta lettura dell’etichetta vino rosso.

Denominazione di vendita

È considerato vino e può essere riportato con questo nome nell’etichetta quello che ha un contenuto alcolico che va dal 9% al 15%, un’acidità totale almeno di 3,5 g/l, ma soprattutto che è stato prodotto mediante la fermentazione alcolica, parziale o totale, di uve fresche o di mosti d’uve.

Nelle etichette si può quindi leggere la denominazione vino rosso, bianco o rosato, o il nome geografico di una zona viticola seguito dalla diciture Denominazione di Origine Controllata e Garantita, Denominazione di Origine Controllata o, ancora, Indicazione Geografica Tipica. A tal proposito è bene sapere che per questa categoria di vini appena citata, DOCG, DOC e IGT, è fatto obbligatorio indicare anche la relativa annata.

Inoltre, per i vini varietali, che sono quelli che derivano per almeno l’85% dalle uve del vitigno menzionato in etichetta, basta scrivere solo il nome del vitigno, accompagnato eventualmente dal colore. I vitigni internazionali di cui stiamo parlando sono lo Chardonnay e il Sauvignon per quanto riguarda i vini bianchi e il Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah per i vini rossi.

Paese di produzione

Per valorizzare i paesi produttori di vino, l’Unione Europea ha reso obbligatoria l’indicazione del paese di produzione. Sono ammesse varie forme, come “vino italiano”, “prodotto italiano”, “vino prodotto in Italia” o varianti che consentano di comprendere senza dubbi il paese di produzione.

Azienda imbottigliatrice

Spesso, ma non sempre, corrisponde all’azienda produttrice. È fondamentale quindi scrivere e comunicare l’azienda che ha seguito il processo di imbottigliamento in quanto è la responsabile legale del prodotto. Trattando per ultima il vino e le bottiglie, l’azienda imbottigliatrice rappresenta l’ultimo anello della catena produttiva ed è quindi quella più vicina al consumatore, nonché quella che risponde in caso di problemi.

Titolo alcolometrico volumico

Si tratta del valore del grado alcolico, o più precisamente della percentuale di alcool puro sul volume totale di vino presente in bottiglia.

Volume nominale

Espresso in ml, cl e l, il volume nominale è l’espressione della quantità di vino presente nella bottiglia.

Lotto di imbottigliamento

Si trova indicato con la lettera L seguita da un numero; serve per raggruppare le bottiglie che sono state confezionate in un brevissimo arco di tempo, caratterizzato dalle stesse identiche condizioni.

Eventuale presenza di allergeni

La dicitura “contiene solfiti” significa che per la chiarifica del vino si è utilizzata, o prodotta, anidride solforosa, ma anche uova o latte, e che la relativa concentrazione è maggiore di 10 mg/l.

Etichetta vino, per tutelare i consumatori

Come accennato, le informazioni da apporre sull’etichetta servono principalmente per tutelare il consumatore da frodi.

Ad esempio i vini di Denominazione di Origine Controllata e Garantita, che sono al vertice della piramide dei vini italiani, sono quelli sottoposti a maggiori adempimenti burocratici e quindi anche dalle etichette più ricche di informazioni. Essi hanno anche un contrassegno speciale, comunemente chiamato “fascetta”, che viene stampato direttamente dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il contrassegno serve per la tracciabilità, è infatti un codice alfanumerico che digitandolo in alcune sezioni apposite rilascia una serie di informazioni, tra le quali il nome dell’azienda imbottigliatrice e la data in cui l’imbottigliamento ha avuto luogo.

Etichetta e aspetto a parte, per orientarsi nell’acquisto di un vino una prima dritta è sicuramente quella di ricordarsi cosa ci è piaciuto. Certo, non è una regola universale, perché il gusto di un vino varia molto a seconda del metodo di produzione e della qualità e quantità dei vitigni usati.

E poi il prezzo. Non sempre un acquisto più economico si rivela intelligente se deve poi finire nel lavandino così come il prezzo alto non garantisce sempre la qualità di un prodotto…

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *