Miglior vino rosso: la mia classifica dei toscani

Ecco la mia personale top 10 dei migliori vini rossi e i relativi abbinamenti.

Sai qual è il miglior modo per assaporare questa terra, la Toscana? sorseggiare il vino rosso toscano. 

Un semplice bicchiere di Chianti ti racconta meglio di una foto, la storia, le tradizioni, gli itinerari e le passioni di questo paradiso collinare.

In questo articolo:

  1. Vini toscani: quanti sono?
  2. Vino e toscana, un amore indissolubile
  3. La 10 ten dei migliori vini rosso

Vini Toscani: quanti sono?

La Toscana è una delle più importanti regioni vinicole al mondo: può vantare ben 41 denominazioni di origine controllata (DOC), 11 denominazioni di origini controllata e garantita (DOCG) e 6 indicazioni geografiche tipiche (IGT) sigle che stanno a certificare la qualità delle diverse tipologie di vini che si producono.

Tutte le informazioni salienti sono sull’etichetta del vino rosso e se stai cercando una guida su come leggerla in questo articolo del blog “Niente più segreti per l’etichetta vino rosso” trovi tutte le informazioni necessarie!

Questa bellissima regione famosa in tutto il mondo per le sinuose curve collinari da capogiro produce vini celebri in tutto il mondo. Chi non ha mai sentito parlare del Sassicaia, dell’Ornallaia, del Tignanello o del Brunello di Montalcino Biondi Santi? Questi non sono vini, sono veri e propri brand alla stregua di Rolex, Cartier e Louis Vuitton che conosce anche chi non si intende di vino.

Queste etichette hanno alimentato il mito della Toscana al pari delle splendide opere d’arte che abbiamo, ed ogni anno milioni di persone sognano un viaggio in Toscana in mezzo ai vigneti, in giro per borghi e le cantine a bere del buon vino rosso toscano con i salumi o la famosa “ciccia”.

Vino e toscana: un amore indissolubile

Ma perché si può dire che, in questa terra, assaporare un il miglior bicchiere di vino rosso è come frequentare un vecchio amico?

Perché il Vino e la Toscana sono un connubio indissolubile fin dall’antichità. Qui fin da bambini si mangia pane vino e zucchero e si cresce con i ritmi delle stagioni che, per fortuna rendono lo stile di vita ancora molto – forse troppo – slow.

Inoltre all’interno di un bicchiere di vino rosso toscano si possono trovare tradizioni, profumi e sapori inimmaginabili. Se vuoi sapere da cosa è creata questa magia del vino rosso e cosa contiene, leggi questo articolo “Il vino rosso cosa contiene?”. Sarò felice di risponderti!

E, a dimostrazione di tutto questo, c’è il paesaggio tipico toscano, che racconta da solo la forte vocazione vitivinicola del territorio: chilometri e chilometri di splendidi filari che si stendono sulle colline del Chianti e della Costa degli Etruschi o nei panorami da cartolina della Val d’Orcia e della Val di Chiana.

La top 10 del miglior vino rosso

Anche Leonardo da Vinci era un estimatore del vino rosso toscano a tal punto che affermava  “et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni”.

E io confermo questa regola, visto che sono nato qui, nel cuore del chianti e che mi sento discretamente felice…

Molti ritengono che il vino sia riservato ad un’élite di persone che possono capirlo ed apprezzarlo. Io invece credo che il vino sia un piacere e come tale deve essere trattato, ecco alcuni approfondimenti che ti permettono di conoscerlo e vivere con più gusto!

Ed è proprio per questo che ho stilato una classifica dei toscani per eleggere il miglior vino rosso in assoluto!

Prima di fartela conoscere, però, ti dico che dietro ai grandi vini si nascondono sempre delle grandi persone con dei valori importanti, innamorati di questa terra, che si sono fatti carico di portare avanti le tradizioni con dedizione, sacrificio e tanta passione. 

Ecco, adesso che ho fatto questo chiarimento, posso farti conoscere la classifica dei miei 10 vini toscani preferiti.

Posizione n. 10 – Vin Santo del Chianti Rufina – Selvapiana 

Ti chiederai perchè al 10° posto ho messo un vin santo… perché va sdoganato il ruolo di questo nettare, non più relegato ad accompagnamento dei cantuccini a fine pasto ma elisir da accompagnare ai crostini neri toscani e ai formaggi – solo per fare un esempio. Un concentrato di frutta secca, cedro, albicocca, ma anche noce, miele che lo rendono un viaggio per il palato. 

Selvapiana nasce nel Medioevo come torre di avvistamento e difesa della città di Firenze a nord, lungo la valle del fiume Sieve. Silvia e Federico oggi si occupano della gestione dell’Azienda coltivata in regime biologico. Il loro vinsanto è prodotto con uve Trebbiano raccolte a mano in cassette e, dopo un lungo appassimento, il mosto è trasferito nei caratelli che vengono tenuti sigillati per BEN 6 ANNI!

Posizione n. 9 – Elba Aleatico Passito – Acquabona 

All’inizio del 1700 intorno ad una fonte di acqua dolce tra Portoferraio e Porto Azzurro sorse il primo nucleo di Acquabona. Al naso una ventata di viola, rosa, peonia e genziana ma anche amarena, frutti di bosco rossi e neri che lo rendono perfetto abbinato a pasticceria secca di qualità o a dolci al cioccolato. 

L’Azienda vitivinicola nasce alla fine degli anni ’50; alla viticoltura si affiancavano la coltivazione di cereali e di foraggio per l’allevamento bovino, successivamente abbandonati a favore della viticoltura specializzata che diventa la realtà preponderante. Tre amici agronomi decidono quindi di rilevare l’azienda con l’intento di riportare alla luce l’Aleatico Passito dell’Elba e costruire una realtà vinicola moderna ed efficiente.

Posizione n. 8 – Suisassi – Duemani  

Un’espressione di Syrah in purezza dal territorio di Riparbella, nell’entroterra collinare di Cecina, che profuma di mare e di bosco, rivolta verso la costa e ad un’altitudine di circa 250 metri sui sassi da vigne, allevata ad alberello dove la componente rocciosa del terreno diviene preponderante. Una dimostrazione perfetta di come questo vitigno francese si esalti con le condizioni climatiche della Costa Toscana e ci regala all’olfatto una spremuta di profumi di macchia mediterranea erbe aromatiche, sentori di sottobosco, aromi di ribes, mirtillo e mora.  

Posizione n. 7 – Bolgheri Rosso Sup. Le Gonnare 2016 

Fabio Motta, produttore dell’etichetta, rappresenta senza ombra di dubbio il volto nuovo e giovane della celeberrima area vinicola di Bolgheri, nella provincia livornese.

Grazie alla sua formula, merlot 85%, syrah 15%, ha un cuore toscano con un carattere internazionale, grazie al suo corpo importante con sapori di frutta matura e spezie lo rendono il compagno perfetto di un pasto della domenica con lasagne al forno e filetto ai porcini.

La cantina di Fabio Motta elabora  le grandi uve del territorio della costa livornese, importate principalmente durante il secolo scorso, attingendo a piene mani dal modello bordolese, che in questa zona assume dettagli più mediterranei rispetto alle canoniche influenze oceaniche.

La bottiglia di punta della cantina, ossia il Bolgheri Rosso “Le Gonnare”, a base di Merlot e Syrah, trasmette perfettamente lo spirito di questo intraprendente vignaiolo, che fa dell’equilibrio e della mediterraneità la sua firma.

Posizione n. 6 – Vernaccia di S. Gimignano Carato 2016 – Montenidoli 

Montenidoli, la montagna dei piccoli nidi: 24 ettari di vigneti. Gli Etruschi per primi scoprirono questo tesoro e la sua grande vocazione agricola. La tradizione viticola adesso è nelle mani di Mari Elisabetta Fagiuoli. Nel 1965 mise qui le sue radici, in tutti i sensi, e vi trovò vigna e bosco infinito. Lasciò germogliare il suo entusiasmo, si fece paladina di naturalità e scelse di coltivarvi gli autoctoni: vernaccia, trebbiano gentile, malvasia bianca, sangiovese e canaiolo.

Un nome che nasce da un’idea di Luigi Veronelli che si ispirò ai caratelli usati in Toscana per ricordare il color oro di questo vino, al naso sentori agrumati ma anche lavanda e zafferano lo rendono un aperitivo piacevole o ottimo affinato al pesce crudo. 

Posizione n. 5 – Nobile di Montepulciano 2016 – Boscarelli

Una piccola azienda nelle terre poliziane porta avanti una storia lunga tre generazioni: lo spirito originario dell’Azienda viene oggi preservato da Luca e Nicolò De Ferrari. Quotidianamente si occupano con passione della produzione. Riselezionano e reimpiantano i vigneti per continuare ad esprimere i sentori e le caratteristiche del territorio che li alimenta, e fanno in modo che in ogni singola bottiglia vi siano raccolti i profumi e i sapori che il nonno Egidio amava e cercava. Sprigiona nel calice profumi di rose, viole, frutti di bosco e liquirizia. 

Un condensato di confettura di frutti di bosco, ma anche rose e viole unite a note speziate lo rendono il compagno ideale di piatti saporiti a base di carne o formaggi stagionati. 

Posizione n. 4 – Montecucco Sangiovese Ad Agio Ris. 2015 – Basile 

Azienda con una storia più recente nella zona del Montecucco, comune di Cinigiano, conduzione biologica a gestione familiare. La superficie ricopre circa 34 ha di cui 8 piantati a vigneto con prevalenza di Sangiovese e Merlot ed altri con vitigni di Vermentino, Vionnier e Petit Manseng. Nel bicchiere profumi del territorio, Ciliegia, frutti di bosco, liqurizia e bacche di ginepro lo rendono un perfetto abbinamento ad un pasto toscano.

Posizione n. 3 – Chianti Classico Gran Selezione V. del Sorbo 2016 – Fontodi

Dall’omonima vigna coltivata nel territorio di Panzano, Situata in quella che viene chiamata la “Conca d’oro”, corrispondente alla zona di Panzano che si affaccia sulla val di Pesa,  nasce un’espressione superba di Sangiovese. La famiglia Manetti, dedita da secoli ad un’attività tipicamente chiantigiana, la produzione di terrecotte, decide di dedicarsi alla coltivazione della vigna nel nome di questo forte legame con il territorio.

Sentori di ciliegia matura e di viola, tabacco e cuoio, spezie lo rendono memorabile con carni in umido e selvaggina.

Posizione n. 2 – Carmignano Santa Cristina in Pilli 2016 – Fattoria Ambra

La Fattoria Ambra è proprietà della famiglia Romei Rigoli fin dalla metà del secolo scorso. L’azienda è posta nelle vicinanze del fiume Ombrone e della Villa Medicea di Poggio a Caiano.

Il suo nome trae origine infatti dal poema “Ambra”, scritto nel quindicesimo secolo da Lorenzo Il Magnifico.

I vigneti, in totale 20 ettari, sono localizzati in quattro tra i più rinomati crus del territorio di Carmignano: la collina di Montalbiolo, l’Elzana, Santa Cristina in Pilli e Montefortini, accanto alle omonime tombe etrusche.

Prodotto in prevalenza con uve Sangiovese e con uve Cabernet, Canaiolo e uve di altri vitigni rossi, raccolte interamente a mano, è un viaggio nei sensi, al naso si apre con eleganti sentori di ciliegia e ribes, arricchiti da piacevoli note speziate e delicate sfumature aromatiche, al palato risulta armonico e raffinato, con tannini fini perfetto per accompagnare carni rosse e selvaggina, è ideale in abbinamento a formaggi stagionati.

E, dulcis in fundo… Alla posizione n. 1 – Brunello di Montalcino 2014 – Brunelli – Le Chiuse di Sotto 

NeI 1987 Gianni Brunelli, torna a Montalcino e riesce a coronare il sogno della sua famiglia, grazie all’acquisto dell’azienda «Le Chiuse di Sotto», in cui lavorava suo padre Dino.

Ancora oggi, in suo ricordo ha voluto mantenere una parte dei vigneti impiantati da suo padre. L’ attenzione scrupolosa in campagna ed il rispetto della materia prima formano i principi fondamentali della loro filosofia produttiva. Vino di grande raffinatezza, da dedicare ai momenti da ricordare e che lasciano il segno, così come un sorso di questo nettare regala emozioni uniche. Profumi di violette di campo ti avvolgeranno, ribes, lamponi, macchia mediterranea e cuoio da accompagnare alla cacciagione come nei banchetti di un tempo. 

L’opera d’arte sulle etichette dei vini è chiamata “Elvira with a hat” (Elvira con il capello) creata nientepopodimeno che  dall’economista di Harvard e pittore Richard M. Goodwin.

Ora sicuramente queste etichette sono un tripudio per il palato, ma di certo non sono alla portata di tutti i portafogli, né di tutte le occasioni.

Nella scelta di una buona bottiglia, infatti, va sempre tenuto conto dei piatti che deve accompagnare e – anche se molti sommelier non saranno d’accordo – anche del palato e dei gusti di chi se la godrà.

Seguimi, ogni tanto torna a guardare la classifica perché la aggiorno continuamente, è un modo per far conoscere nuovi ottimi vini e per continuare a premiare chi lavora bene e stimolare invece chi si siede sugli allori!

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