Crisi, un italiano su 4 sceglie prodotti contraffatti o servizi fuorilegge.

È un’abitudine molto diffusa, non sconta una particolare censura sociale, conferma in molti l‘illusione dell’affare a buon mercato, e sfrutta la scarsa consapevolezza dei possibili rischi per la salute e la sicurezza. Parliamo della propensione molto italiana ad acquistare prodotti illegali o contraffatti, dalla borsa griffata o gli occhiali firmati ma falsi, o servizi da parte di soggetti non autorizzati, come le guide turistiche abusive.

Il fenomeno, secondo l’ultima indagine Confcommercio-Format, registra numeri imponenti: il 25,6 dei consumatori italiani, circa 1 su 4, dichiara di aver acquistato o utilizzato un prodotto o servizio illegale nel corso del 2013. In testa, tra i prodotti “irregolari” acquistati dal quarto di italiani che ha ammesso questa scelta, i capi di abbigliamento (41,2%), i prodotti alimentari, comprese le bevande (28,7%), gli occhiali (26,7%), e la pelletteria (26,9%).
Di nuovo, rispetto a quanto rilevato nel 2010, la crescita dell’acquisto di prodotti e servizi illegali favoriti dalla Rete, come i biglietti per manifestazioni (cinema e concerti), o i biglietti pirata per il trasporto. Come è facile intuire, oltre il 50% dei consumatori adduce ragioni economiche, attratti dall’idea di fare un affare e di ottenere un risparmio (62,7%), perché non si hanno i soldi per acquistare prodotti o servizi a norma di legge (52,1%). L’idea di risparmiare prevale anche sulle possibili conseguenze negative per l’acquirente, che sono comunque ben conosciuti: l’80% dei consumatori associa infatti all’acquisto irregolare un qualche genere di rischio. Il timore principale riguarda i possibili affetti per la salute (52,6%), seguito dalla sicurezza in senso generale (46,5%). Preoccupa molto meno (23,8%) il rischio di una multa.
Consapevoli dei rischi, quindi, ma poco propensi a fare qualcosa per contrastare il fenomeno o a difendersi: secondo l’indagine, il 10,3% dei consumatori italiani compresi nel campione si è imbattuto, almeno una volta nella vita, nell’acquisto di un prodotto o di un servizio che successivamente ha scoperto essere illegale o erogato da parte di soggetti non autorizzati, ma la sua reazione è prevalentemente quella della tolleranza. In particolare: il 38,8% non ha ritenuto grave l’accaduto pensando che “sono cose che succedono!, il 43,7%, pur ritenendo grave l’accaduto, ha preferito non fare nulla, il 9,7% ha protestato e solo il 7,8% ha denunciato l’accaduto.

Leave a Reply

  • (not be published)