Ibollicinel Comitato per il Patrimonio Mondiale dell’Unesco ha deliberato l’iscrizione di “Coteaux, Maisons et Caves de Champagne” a patrimonio dell’umanità! con la motivazione che la Champagne è un “Paesaggio organicamente evoluto”, Pierre Cheval, presidente dell’associazione Paysages du Champagne dice: “È un appuntamento con la Storia e con la nostra storia!”.

La Champagne e i suoi “Coteaux, Maisons et Caves”  non rappresentano solamente un paesaggio viticolo, ma sopratutto una tecnica di produzione e lavorazione unica, un savoir-faire e una cultura, nata nel XVIII secolo e tuttora attiva, che ha profondamente trasformato il territorio, i paesaggi dando vita a questo magnifico vino che è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

“Si tratta dei luoghi in cui è stato sviluppato il metodo di elaborazione dei vini effervescenti grazie alla seconda fermentazione in bottiglia – si legge nelle motivazioni diffuse da Unesco – dai suoi inizi, nel diciassettesimo secolo, fino alla precoce industrializzazione del diciannovesimo”

Tra i luoghi ora sotto tutela troviamo luoghi simbolici come l’avenue de Champagne a Epernay, il corso dove si trovano le boutique di alcuni dei grandi marchi a strapiombo sulle cantine nelle quali invecchiano milioni di bottiglie, e tutte i coteaux, i pendii delle colline intorno a Epernay, in particolare Hautvillers, sopra la Mania, dove c’è la famosa abbazia di Dom Pérignon.

Dopo questa notizia il giro d’affari dello champagne che lo scorso anno è stato di 4,5 miliardi con una produzione di poco più di 300 milioni di bottiglie è destinato a crescere in maniera importante, c’è chi sostiene a doppia cifra, e la zona diventerà sempre più una meta ambita anche per il turismo.

Dal Paradiso esulterà anche il mitico frate Dom Perignon che dopo aver assaggiato la sua scoperta esclamò  “Venite fratelli, sto bevendo le stelle”

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