tesiQual è l’impatto di Internet, dei social media e dell’utilizzo dei dispositivi mobile in Italia?

Quasi sei italiani su dieci accedono ad Internet regolarmente con una penetrazione del 58% (media europea 68%). Differenza di dieci punti percentuali che viene compensata da altre statistiche che ritraggono gli italiani in vantaggio su aspetti non meno importanti:

– il tempo speso sul web, accedendo tramite laptop/desktop, è in media pari a 4.7 ore al giorno. Un tempo molto alto se pensiamo che in Germania non si raggiungono le 4 ore e in UK sono 4.1;

– il tempo speso sul web, accedendo tramite mobile, è in media 2.2 ore al giorno e da agli italiani il primato in tutta Europa.

– la penetrazione social in Italia si attesta al 42% superando la media europea pari al 40%.

– dato ancor più interessante è il tempo trascorso sui social media pari a 2 ore al giorno, superiore a qualsiasi altro paese europeo.

– gli smartphone hanno una penetrazione sul totale della popolazione italiana pari al 41%. Il 92% dei possessori di smartphone li usano per cercare informazioni locali (l’84% per cercare prodotti e il 30% anche per effettuare acquisti) e il 46% utilizza applicazioni social dal proprio dispositivo mobile.

Il 59% di chi accede a Internet lo fa con dispositivi mobile (27% con tablet) mentre il 32% di chi possiede uno smartphone lo usa per accedere ai social network.

Se volessimo tracciare il profilo di un utente italiano medio sarebbe un uomo (55%) di un’età compresa fra 25-34 anni (26%). Fra i siti più consultati troviamo: Google, Youtube, Facebook, Ebay, Amazon, Yahoo, libero.it, repubblica.it, Twitter, virgilio.it, corriere.it.

Se ci concentrassimo sull’utilizzo dei soli social network il primato spetterebbe a Facebook con 26 milioni di utenti registrati, di cui 18 milioni attivi. A seguire ci sono: Google plus, Twitter, Instagram e Linkedin (in ordine di utenti attivi). Il boom degli smartphone e dei tablet ha dato una forte spinta ad acquistare online con i dispositivi mobile (rispettivamente per il 26% e il 10%) anche se il 60% preferisce ancora il pc. Solitamente i prodotti vengono cercati nei motori di ricerca (51%), siti di recensioni (44%) o siti di brand (36%) privilegiando le seguenti categorie: viaggi, film, smartphone, computer, musica, tecnologia, libri, abbigliamento e videogiochi.

Dal rapporto dell’Eurostat 2013 sulla piccola e media impresa possiamo mettere a confronto le imprese italiane con quelle europee per capire i nostri punti forza e debolezza.

Il tessuto imprenditoriale italiano presenta il seguente rapporto con il web:

il 67% delle pmi possiede un sito web (media UE: 73%);

il 25% usa almeno un social media (media UE: 30%) e il 5% è dotato di una policy formale per l’uso dei social (media UE: 8%);

Facebook viene usato per strategie di marketing dal 21% delle piccole e medie imprese (media UE: 28%);

– il 10% utilizza il canale YouTube (media UE: 11%);

Twitter vede come utenti solo il 6% delle pmi (media UE: 10%).

I numeri vedono l’Italia sotto la media europea sia nella diffusione di Internet (58% vs 68%) che nell’adozione del Web da parte delle imprese. Due ritardi che, pur interessando i cittadini da un lato e le pmi dall’altro, hanno principalmente cause comuni: analfabetismo digitale, scarsa informazione, bassa velocità della banda larga, digital divide, formazione non sufficiente, cultura digitale assente. Tutte tematiche che per essere implementate necessitano di un intervento massiccio da parte del governo attraverso provvedimenti concreti che diano avvio ad un serio processo di digitalizzazione del paese.

Perciò, prima di scoprire nei dettagli come pianificare e attuare una strategia di web marketing, occorre prendere in considerazione la delicata questione dell’Agenda Digitale mettendo a confronto Italia e Europa.

…TO BE CONTINUED…

* Tratto dalla tesi “Fattore Internet: come il Web può cambiare modo di fare business” *

Andrea Zammariello

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