bollicineIn Italia abbiamo un enorme numero di vini a Denominazione d’Origine o Indicazione Geografica 523 in tutto, divise in 73 Docg, 332 Doc e 118 Igt riconosciute e salgono a oltre 600 i microbirrifici,  che contribuiscono a creare occupazione, soprattutto tra gli “under 35”. Per quanto riguarda la birra il consumo procapite di 29 litri, è molto basso rispetto al resto dell’Europa molto poco rispetto a Paesi come la Repubblica Ceca con 144 litri pro capite, l’Austria 107,8, la Germania 105, l’Irlanda 85,6, il Lussemburgo 85 o la Spagna 82. A sostenere la produzione italiana di birra ci sono le coltivazioni nazionale di orzo con una produzione di circa 860mila tonnellate di orzo nel 2014 su una superficie complessiva investita di circa 226mila ettari.

Un patrimonio importantissimo che racconta luoghi storie e culture diverse.

Ad analizzare i numeri dei vini emerge che 10 Dop (Docg e Doc) fanno oltre il 50% del totale della loro categoria, e tra le Igp le prime 10 arrivano addirittura al 90%. A dirlo l’analisi di Corriere Vinicolo-Unione Italiana Vini.

Nel complesso, nel 2014 l’Italia ha portato alla certificazione 13,3 milioni di ettolitri di vino Dop, in crescita del 7% rispetto sul 2013, mentre il vino Igp si è attestato a 8,6 milioni, in linea con l’anno prima, per uno totale di 22 milioni di ettolitri, la metà della produzione enoica media annua del Belpaese.

Il vino più prodotto in Italia con 2,3 milioni di ettolitri certificati è il Prosecco (+26% sul 2013), seguono a distanza il Montepulciano d’Abruzzo con 872.006 ettolitri (-2,6%), e il Chianti con 751.927 (-2,7%) poi ancora due bollicine: l’Asti, con 710.955 ettolitri (-4,6%), e il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, con 587.988 (+7,6%).

I numeri parlano chiaro, il trend del momento premia le bollicine sia riconfermando sul podio il Prosecco sia puntando sullo sviluppo dei microbirrifici, bevute semplici e prodotti di qualità.

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