foto-2Domenica 6 Settembre alle 21,30, alla Festa del Luca a San Gusmè, nella suggestiva piazzetta della Macinella si è svolta la tavola rotonda  “Il Mondo del vino tra attese e prospettive”, un’occasione di dibattito importante tra esperti, produttori e giornalisti. Non è rimasto certo deluso chi ha partecipato sia per lo scenario unico ed emozionante, sia per i contenuti e gli spunti che sono usciti, il tutto coordinato dall’impeccabile giornalista Mediaset Paolo Di Mizio che grazie alla sua classe ha portato il confronto su un alto livello  stimolando i partecipanti a raccontarsi in funzione di idee e soluzioni fattive per questa meravigliosa terra. Ha aperto la tavola rotonda la Dott.ssa Lucia Lorenzoni, responsabile dell’Ufficio ricerche della Banca MPS la quale ha svelato che le diverse ricerche che lei ha condotto sul mondo del vino portano tutte a dire che “il vino di alto livello non conosce crisi” e che dobbiamo puntare sull’export per contrastare la flessione del mercato interno, soprattuto sull’America e sulla Cina mercati infiniti per numeri e potenzialità. Poi la parola è passata al Barone Ricasoli il quale è convenuto anche lui su questa teoria che ha anche riscontrato personalmente, infatti ha raccontato che gira il mondo in continuazione per promuovere i suoi vini. Poi è intervenuto il produttore Carlo Cignozzi che con grande trasporto ha raccontato la sua esperienze personale che da stimato avvocato del Foro di Milano e dopo aver girato il mondo si è trasferito a Montalcino ed ha sperimentato con grande successo la musica nella vigne, insieme all’Università di Firenze e di Pisa appoggiato dalla famosissima Bose coccola le sue uve con la musica di Mozart ed ottiene rendimenti e qualità molto superiori alla media. L’avvocato Cignozzi ha poi lanciato al tavolo diversi spunti di riflessione tra i quali quello che mi è piaciuto di più quello che dentro ad un bicchiere di vino c’è quello che i francesi chiamano il Terroir ovvero un mix tra territorio, storia e cultura di una comunità e che solo esaltando questo superiamo la crisi e dobbiamo esaltare le bio diversità perché è quello che gli altri paesi non hanno. Sulla stessa lunghezza d’onda il bravo enologo Nicola Berti, che con grande emozione ha raccontato di non dimenticare le mani del nonno, rovinate dal lavoro, e che è dalla nostra storia e dalla passione dell’uomo che nasce questo nettare, non è una bevanda chimica ma il risultato di un territorio che negli anni si è evoluto e come in questa serata la storia e la bellezza dei luoghi accompagnano il lavoro quotidiano. Essendo l’enologo anche di Sting, ha raccontato come anche una star internazionale sia rimasto stregato dalla bellezza e dall’atmosfera che si respira in questo angolo di Paradiso e che ogni volta che viene, gli piace suonare ed improvvisare concertini tanto questa gente riesce a farlo sentire a casa. Poi è stata la volta del giornalista Mediaset Paolo Capresi che ha presentato il libro “Al Canto del Gallo” ed ha raccontato la sua esperienza in quanto inviato di guerra e di cronaca nera, rattristato dagli eventi cruenti del mondo, ha trovato il suo rifugio dell’anima in questi splendidi borghi, in queste bellissime cantine e degustando un buon bicchiere di Chianti in piacevole compagnia tra una storia e una battuta ha ritrovato il benessere ed ha così deciso di scrivere un libro per consigliare gli itinerari più belli ed i personaggi più veri che hanno reso celebre questa terra. Poi è intervenuto Emilano De Venuti imprenditore, comunicatore, fondatore di Vinoforum il quale dal suo punto di vista ha invitato tutti a focalizzarsi di più sulla comunicazione e il marketing, in quanto ha giustamente detto che possiamo fare il miglior prodotto del mondo ma se non ben comunicato al target giusto, il duro lavoro che c’è per realizzare un calice di vino diventa vano ed inutile. Dobbiamo saper scegliere bene il target dice, perché ogni vino è adatto ad un pubblico ed un momento differente,  infatti le esigenze della clientela cambiano se si è ad un matrimonio, ad una cena tra amici o ad un appuntamento galante, in base al momento e alla situazione scegliamo il prodotto più adeguato ed allora dobbiamo riuscire ad essere più penetranti nel mondo online che è il futuro e che ci permette vendite più consapevoli e mirate. Il superlativo Paolo Di Mizio, ha tirato le conclusioni dei tanti spunti emersi e anche di visioni differenti concludendo di essere rimasto colpito dall’accoglienza di questo splendido borgo, San Gusmè, dal calore di questa gente, dalla collaborazione che ha respirato per la buona riuscita della festa che fin dal pomeriggio e durante l’ottima cena tipica chiantigiana si è adoperata affinché tutto riuscisse per il meglio con il solo scopo di lasciare il segno nel cuore degli ospiti, un sentimento molte volte caduto purtroppo in disuso.

Da parte mia mi piacerebbe che ci fossero più momenti come questo durante l’anno per potersi confrontare, chiacchierare, lanciare spunti e perché no provocazioni al fine di intraprendere un percorso continuativo tutti insieme sul mondo del vino e dell’enogastronomia che veda il nostro splendido territorio protagonista.

 

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