L’artigianato toscano continua la crisi iniziata nel 2002 e acutizzata dal 2008 ad oggi. Nel primo trimestre 2013 il comparto subisce un ulteriore calo dell’1% nel fatturato, ma con una intensità della caduta inferiore rispetto al secondo semestre 2012.

“Con un fatturato che nel 2013 si attesta a ben oltre i 6 miliardi di euro – ricorda Walter Tamburini Presidente Regionale CNA –  l’artigianato rappresenta ancora la base fondamentale per l’economia toscana. Riduzione del carico fiscale, semplificazione burocratica, promozione, accesso al credito sono sempre i punti cardine per il nostro comparto e, insieme a questi, innovazione, ricerca e accelerazione delle opere pubbliche. Queste sono  le scelte inevitabili che il Governo nazionale deve perseguire con rapidità e decisione; le promesse sono state tante, ora aspettiamo i fatti concreti. Anche il Governo regionale però deve svolgere la sua piccola parte: per quanto concerne le competenze più tipiche della Regione Toscana, chiediamo che si proceda il più velocemente possibile nella cantierizzazione delle opere pubbliche e nell’utilizzo dei Fondi residui per gli incentivi pubblici rivolti alle reti, all’internazionalizzazione e all’innovazione; inoltre sostegno ad Artigiancredito Toscano, il  consorzio di garanzia unitario dell’artigianato toscano, strumento insostituibile che facilita l’accesso al credito delle piccole imprese e che, in particolare in questi anni, ha svolto il ruolo fondamentale di ammortizzatore sociale per le piccole imprese in difficoltà. In assenza della garanzia, l’accesso al credito sarebbe precluso alla quasi totalità delle micro e piccole imprese, con conseguenze facilmente intuibili in termini di crisi aziendali e di chiusure”.

L’indagine dimostra come per il quinto anno consecutivo, la crisi del comparto artigiano continua (-1% il fatturato), ma l’intensità della caduta è inferiore rispetto al secondo semestre 2012. La persistente recessione sta compromettendo la base produttiva di settore; nel primo semestre 2013 il monte-fatturato dell’economia artigiana però risulta pari a 3,14miliardi di euro ed  è quindi ragguardevole soprattutto se si tiene conto del fatto che in quest’eccezionale contesto di crisi c’è stato un calo “demografico” di quasi 7.000 aziende artigiane

Questi dati allarmanti ci devono far riflettere che se non cambiano rapidamente le condizioni del nostro sistema Paese rischiamo di perdere l’eccellenza dei nostri artigiani che ci ha contraddistinto da sempre nel Mondo.

Leave a Reply

  • (not be published)