La crisi dopo aver sdraiato la nostra economia, sta pervadendo i nostri sensi e rischia di farci cadere nel pessimismo e nell’immobilismo. I prossimi anni saranno difficili, dovremo imparare a riposizionarci, a rivedere le nostri idee e certezze e perchè no a reinventarci un lavoro, e forse non sarà peggio di prima, sarà semplicemente diverso. Se leggiamo i dati del 2013 e i trend emergono infatti dei mestieri richiestissimi dal mercato del lavoro e non si trovano persone che li esercitano o che abbiano le competenze manuali o le conoscenze, quasi tutti mestieri artigiani le cui conoscenze sono andate perse come sarti, orefici, pasticceri, pellettieri, disegnatori, restauratori.

Poi ci sono attività in grande crescita che nel 2013 hanno creato 24mila nuovi posti di lavoro (numero che corrisponde ai dipendenti della Fiat) che sono pizzerie al taglio, gastronomie, gelaterie, rosticcerie, friggitorie, panettieri, estetiste, giardinieri.

Come è facile vedere da una prima analisi, nel campo dell’enogastronomia stanno andando tutte quelle attività destrutturate dove l’utente riesce a contenere i costi e i tempi a discapito del tradizionale ristorante. Nelle attività artigianali funzionano quelle attività che conservano o restaurano, infatti si preferisce andare dal sarto a risistemare, magari con fantasia,  un bel abito piuttosto che ricomprarne uno nuovo e si cerca di mantenere il patrimonio in ordine con restauratori di mobili, imbianchini e giardinieri piuttosto che investire su altro.

Forse non tutto il male viene per nuocere…..

Cambia prima di essere costretto a farlo” Jack Welck (ex CEO General Electric)

 

 

One Comment to: La crisi non è per tutti

  1. Armando

    Settembre 3rd, 2014

    “Poi ci sono attività in grande crescita che nel 2013 hanno creato 24mila nuovi posti di lavoro (numero che corrisponde ai dipendenti della Fiat) che sono pizzerie al taglio, gastronomie, gelaterie, rosticcerie, friggitorie, panettieri, estetiste, giardinieri.”
    Ecco, questo è un errore che si fa spesso, cioè paragonare i posti di lavoro dell’industria a quelli dell’artigianato o dei servizi.
    Errore esiziale, perché i primi sono posti di lavoro ad altra produttività, mentre i secondi sono a bassa, o a bassissima produttività.
    Sostituite tutti i posti di lavoro dell’industria con posti di panettiere, pizzicagnolo, cuoco, cicerone, e avrete un paese del Terzo Mondo.

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