Itinerario 4: Rocca delle Macie, Dievole e molti altri calici…

Il quarto itinerario della toscana nel bicchiere: un tour che parte da Castellina in Chianti…

Continua il mio itinerario per accompagnarti nei borghi e nelle cantine più caratteristiche della toscana, degustando vini straordinari. Pronto a partire?

Dove Degustare

Tappa 1 – Castellina in Chianti

Castellina in Chianti è uno dei quattro comuni del Chianti senese, strategico da sempre per la sua posizione, sentinella delle valli dei fiumi Pesa, Arbia ed Elsa; le sue mura ed i suoi merli guelfi si vedono da molto lontano. 

Le origini etrusche sono testimoniate dal Tumulo di Montecalvario, appena fuori dal paese, formato da quattro tombe orientate ai punti cardinali, e più a nord, verso San Donato in Poggio, è visibile l’antica acropoli che possiede un pozzo ancora funzionante. Castellina ebbe un ruolo di primo piano per la sua posizione chiave di collegamento tra le città etrusche del Tirreno e quelle dell’Adriatico.

Verso la metà del 1200 nacque “Lega del Chianti” come organismo di governo, di cui facevano parte soltanto Castellina, Radda e Gaiole. Fu contesa nei secoli da Firenze e da Siena e più volte messa a ferro e fuoco. Per questo ricostruita per assumere un aspetto sempre più militare. Alla fine i Fiorentini la trasformarono in un’importante roccaforte, grazie alla sua posizione strategica, ed ancora oggi ne è testimonianza l’imponente Rocca.

Il centro storico di Castellina in Chianti ha un impianto medievale di cui è testimonianza Via delle Volte, una strada coperta, una vera e propria galleria, suggestiva, integrata nelle antiche mura e presenta una serie di palazzi patrizi, nati dalla ristrutturazione dei precedenti presidi militari. 

Nel cuore del Chianti, dove i macellai sono una tradizione ma anche un’istituzione, nel meraviglioso centro di Castellina in Chianti, imperdibile è l’aperitivo alla Macelleria Stiaccini, da Riccardo. Un cognome che qui è storia e qualità. Basta fare capolino alla porta, dare uno sguardo al banco e sbirciare le foto appese che raccontano oltre 80 anni di vita, ovvero da quando nonno Giovanni ne avviò l’attività in via Ferruccio, in una Castellina ancora molto contadina e periferica rispetto ai principali centri. Dalla macelleria tradizionale negli anni ’90 è stato creato un reparto salumeria dedicato ad affettati e insaccati (leggendaria la salsiccia di produzione propria, in versione classica o al tartufo nero) e la preparazione di panini, poi si è arricchita l’offerta con “Di cotte e di crude”, prodotti da asporto o da consumare ed ora aperitivi dove si può godere anche di una deliziosa tartare preparata al momento o scegliere un taglio di carne dal banco e vederselo cuocere mentre si attende piacevolmente con il bicchiere in mano.. cosa chiedere di più ad una pausa golosa o come aperitivo per concludere degnamente una giornata!?

Tappa 2 – Castello di Fonterutoli

Ripartiamo per un borgo, poco distante, fuori dal tempo: il Castello di Fonterutoli.

Legato da 600 anni alla produzione del vino Chianti, questo castello emoziona oggi come tanti anni fa. Cuore ed anima della famiglia dei Marchesi Mazzei, è legato indissolubilmente alla loro storia e alla produzione di vino che oggi prosegue nella sottostante cantina moderna completamente scavata sotto alla collina. 

Appartenente alla famiglia dal 1435, la proprietà si presenta tuttora nella sua forma originale: un quieto borgo di campagna, circondato da 650 ettari di boschi, vigne ed oliveti. Una manciata di case, la chiesa di S. Miniato e la villa, costruita alla fine del 1500, raccontano la storia di una famiglia profondamente radicata nella tradizione toscana.

Ancor oggi, dopo quasi sei secoli, i Marchesi Mazzei si dedicano anima e corpo al vino, con un approccio assoluto all’eccellenza, lo sguardo rivolto all’innovazione e un profondo rispetto per la terra. Le vigne e la meravigliosa struttura della cantina del Castello di Fonterutoli rappresentano una delle più apprezzate famiglie nell’ambito vinicolo del Chianti Classico.

Tutti i tour presso la cantina Mazzei sono seguiti da una degustazione, che si svolge o presso l’enoteca di Fonterutoli o direttamente in cantina ma vi consiglio di andare anche alla Società Orchestrale, ottima ristrutturazione del vecchio circolino del borgo dove ancora si respira l’aria di un tempo con il tavolo da biliardo a fare da protagonista della sala. 

Il Castello di Fonterutoli è un luogo unico, dove passato e presente si incontrano; qui si riscopre se stessi e la vera Toscana, nel cuore di un Chianti di altri tempi.

Fonterutoli è anche il luogo di una importante leggenda legata al Gallo Nero, marchio che contraddistingue le bottiglie di Chianti Classico, storico simbolo dell’antica Lega Militare del Chianti, riprodotto fra l’altro dal pittore Giorgio Vasari sul soffitto del Salone dei Cinquecento, nel fiorentino Palazzo Vecchio.

La leggenda narra che nel periodo medievale, quando le Repubbliche di Firenze e Siena si combattevano aspramente per prevalere l’una sull’altra, il territorio del Chianti, proprio perchè intermedio alle due città, fosse oggetto di dispute pressochè continue. Per porre fine alle contese e stabilire un confine definitivo, venne adottato un bizzarro quanto singolare sistema. Si convenne di far partire dalle rispettive città due cavalieri e di fissare il confine nel loro punto d’incontro. La partenza doveva avvenire all’alba e il segnale d’avvio sarebbe stato il canto di un gallo. Decisione, quest’ultima, in linea con i costumi del tempo, quando ancora i ritmi quotidiani erano scanditi dai meccanismi naturali. Nei preparativi dell’evento doveva pertanto essere decisiva la scelta del gallo, più che quella del destriero e del cavaliere. I senesi ne scelsero uno bianco, mentre i fiorentini optarono per uno nero, che tennero chiuso in una piccola e buia stia pressoché digiuno per così tanti giorni da indurlo in un forte stato di esasperazione.

Il giorno fatidico della partenza, non appena fu tolto dalla stia, il gallo nero cominciò a cantare fortemente anche se l’alba era ancora lontana. Il suo canto consentì quindi al cavaliere di Firenze di partire immediatamente e con grande vantaggio su quello senese, che dovette attendere le prime luci del giorno, quando il suo gallo, cantando regolarmente, gli permise di partire. Ma dato il notevole ritardo che aveva accumulato nei confronti dell’antagonista, il cavaliere senese percorse solo dodici chilometri, poiché a Fonterutoli incontrò l’altro cavaliere.

Fu così che quasi tutto il Chianti passò sotto il controllo della Repubblica Fiorentina, molto tempo prima della caduta di Siena stessa. E da allora il Gallo nero rappresenta il territorio del Chianti.

Ma Fonterutoli è conosciuta anche nel mondo motoristico per la sua curva insidiosissima e dove si distingue veramente il pilota di talento. Il percorso, che si snoda dal Molino di  Quercegrossa a Croce Fiorentina (1 Km prima dell’abitato di Castellina in Chianti), è teatro, l’ultimo fine settimana di settembre, della Cronoscalata Coppa del Chianti Classico gara per “Autostoriche” con validità Campionato Italiano della Montagna e FIA Historic Hill-Climb Championship. 

La gara esiste fin dai primi anni ’60. Un appuntamento importante che richiama migliaia di spettatori assiepati lungo gli 8 km del tracciato e numerosissimi concorrenti che non perdono l’occasione anche di arrivare qualche giorno in anticipo per concedersi due o tre giorni di bien vivre: mangiare e bere di qualità e coccolarsi lo spirito in queste magnifiche colline.

Tappa 3 – Vagliagli

Il nostro itinerario continua a Vagliagli, splendido borgo medievale situato al centro di una bellissima conca del Chianti, dalla quale si gode di una splendida veduta. La prima citazione del villaggio di Vagliagli risale al 1226. Una curiosità sull’etimologia del toponimo: Vagliagli significa letteralmente “valle degli agli”. 

L’aglio selvatico, infatti, appare anche nello stemma del paese: una mano che stringe un mazzo di agli. Vagliagli, per la sua bellezza pittorica, è stato anche scelto come ambientazione di film quali “Piazza delle Cinque Lune” e “Letters to Juliet” con Amanda Seyfried, Vanessa Redgrave e Franco Nero.

Essendo, zona vocata per i grandi vini, e al centro di tante aziende blasonate, a fine settembre, gli abitanti di Vagliagli organizzavano la “Festa dell’Uva” per omaggiare la vendemmia. Prima di ripartire da Vagliagli, non dimenticatevi di ammirare i numerosi capolavori come gli affreschi della Chiesa di San Cristoforo, risalente al XIII secolo, di origine romanica, tra cui un dipinto di scuola senese del XVI secolo raffigurante San Cristoforo, San Bernardino e San Sebastiano, e l’importante fonte battesimale in marmo di Lorenzo di Mariano del XV sec. Anche Vagliagli, come del resto tutto la zona del Chianti, è stato centro di una prova speciale del Rally Mondiale di Sanremo lungo le stupende strade bianche dalla fine degli anni 70 all’inizio degli anni 90. Questi luoghi sono stati spettatori di epiche gesta e imprese leggendarie, delle lotte fra le squadre Fiat, Lancia, Renault, Peugeot, Ford, Toyota, Subaru, Mitsubishi,  ecc. che hanno impregnato la terra di fascino  rendendole mitiche e famose in tutto il mondo.

Tappa 4 – Dievole

Poco distante da Vagliagli, scendendo una strada bianca segnata da cipressi secolari, arriviamo a Dievole un piccolo paradiso terrestre, il cui nome significa “Dio vuole” già dice tutto. A Dievole si produce vino dal 1090 e da allora l’azienda è in continua evoluzione, con notevoli passi avanti negli ultimi anni. Una semplice occhiata alle etichette del passato racconta una storia sì di cambiamento, ma anche di coerenza. Generazioni di famiglie della zona si sono succedute a lavoro in questa splendida azienda. Nel 2012 a Dievole inizia un armonico e graduale rinnovamento che punta a far risaltare l’identità più profonda di questi luoghi.  Sogni di ieri diventano obiettivi di domani, le antiche certezze si confrontano con nuove idee. È un’evoluzione, all’insegna del rispetto, che è partita dall’ascolto della terra e che ha un unico filo conduttore: la qualità. A Dievole, oltre a trovare vini di alta qualità, potrete godere anche di una ospitalità ricercata e del suo prestigioso resort.

Tappa 5 – Borgo Scopeto

Ripartiamo per raggiungere un altro borgo storico, destinato oggi ad esclusivo relais: Borgo Scopeto. Una caratteristica tenuta toscana con vista suggestiva sulla Torre del Mangia e sul Campanile del Duomo di Siena, per cinque secoli abitata dalla illustre dinastia senese dei Sozzini, è ora uno dei più esclusivi luoghi di soggiorno ed offre ai suoi ospiti una esperienza unica.

Godersi il tramonto sulle dolci colline del Chianti passeggiando nel verde intorno al borgo è una vera e propria estasi. Per rimanere in tema di motori, Borgo Scopeto è tappa del “Gran Premio Nuvolari Regolarità Internazionale” riservata ad auto storiche. I soci di Mantova Corse, Luca Bergamaschi, Marco Marani e Claudio Rossi (i tre che con Fabio Novelli reinventarono nel 1991 il Gran Premio Nuvolari in versione moderna), continuano da 30 anni nella medesima opera tramandata dai padri fondatori della 1000 Miglia. Il fine, lo stesso: consentire ai piloti delle nuove generazioni di cimentarsi sulle vetture che scrissero la storia di quei giorni, rendendo omaggio al più grande, al più ardimentoso, al più audace dei loro predecessori: Tazio Nuvolari.

Tappa 6 – Parco sculture

Proseguiamo nella strada bianca, una di quelle battute dall’Eroica, in direzione di Pievasciata ed iniziamo a trovare delle sculture molto grandi e colorate lungo la strada che indicano che stiamo per arrivare al Parco Sculture del Chianti, mostra permanente di installazioni e sculture contemporanee, nato nel 2004 da un’iniziativa dei coniugi Giadrossi, entrambi appassionati d’arte. Hanno dedicato al parco 7 ettari di un incontaminato bosco, di querce e lecci, recintato in quanto ospitava prima un allevamento di cinghiali. 

La caratteristica principale del parco è l’integrazione tra arte e natura. Ogni artista, oltre 27, provenienti da 20 paesi e da tutti e cinque i continenti, ha visitato il bosco ed ha quindi fatto una proposta specifica per il luogo scelto. Il connubio fra le sculture ed il bosco, i suoni, i colori e la luce è totale. Infatti, qui l’opera dell’uomo non tende a prevaricare la natura, ma ad integrarla ed esaltarla.

Sono stati scelti artisti così disparati e materiali tanto diversi per dare al visitatore una panoramica sulla varietà e importanza dell’arte contemporanea nel mondo di oggi.

Tra i nomi degli artisti che hanno le loro opere esposte al Chianti Sculpture Park figurano gli italiani Adriano Visintin, Mauro Berrettini, Roberto Cipollone e Federica Maragoni, ma lo spazio espositivo ospita anche molti lavori stranieri.

Dalla sua inaugurazione nel maggio 2004 il parco è aperto al pubblico ed è gestito dall’associazione culturale no profit “Amici del Parco”.

La natura, la luce, le stagioni danno sempre nuovi aspetti alle sculture come è tipico per l’arte ambientale. Così il Parco Sculture del Chianti è diventato un buon esempio della diversità e della vitalità dell’arte contemporanea nel mondo.

E’ stato creato un anfiteatro che offre ai visitatori un denso programma di concerti in luglio e agosto.

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