Il brand Italia funzione molto bene e i consumi turistici stanno tornando a crescere, la stagione 2014 si prospetta positiva,  ma solo poco più del 50% della spesa dei turisti stranieri, rimane in Italia e contribuisce al Pil.
Dobbiamo migliorare la marginalità dei pacchetti turistici venduti all’estero che non raggiungono neppure il 50%, superato di poco quando si considerano le spese extra degli ospiti che soggiornano nel Belpaese.
Il dato sconfortante può essere risollevato investendo nell’innovazione, presidiando meglio i nuovi canali di distribuzione, solo 11% si avvale di pacchetti assemblati dai nostri tour operator,  ma sopratutto ottimizzando i trasporti in primis quello aereo, evitando come succede oggi, che di quest’ultimi si occupino compagnie straniere andando ad intercettare il 39% della spesa dei pacchetti turistici.
Le nostre eccellenze non sono state ancora valorizzate per quanto meritano, ma soprattutto questi dati dimostrano che dobbiamo organizzarci quanto prima anche nel settore del turismo e fare sistema, dobbiamo riuscire a portare ricchezza al nostro paese e non lasciare sfruttare ad altri i tesori che noi abbiamo. Mancano attori privati importanti in grado di organizzare bene il settore, lanciare un offerta completa, pacchetti “all inclusive” di qualità, di creare una filiera che riesca ad essere competitiva anche in termini di rapporto qualità prezzo. Solo una piccolissima percentuale è gestita, l’immenso flusso che arriva nel nostro Paese, e nella nostra splendida Toscana, lo subiamo solo per le incommensurabili bellezze che abbiamo. In un momento come questo, particolare per la nostra economia, dobbiamo fare di più e meglio, dobbiamo iniziare a credere di più “nell’industria del turismo” ed essere consapevoli che abbiamo delle bellezze artistiche storiche ed enogastronomiche conosciute ed apprezzate in tutto il mondo.

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