Un recente studio di alcune importanti università americane, ha classificato i luoghi geografici più adatti alla nascita di startup. C’è molto Nord America fra le prime venti: dalla leggendaria Silicon Valley, naturalmente al primo posto, fino a Los Angeles, New York City, Boston, ma anche Toronto e Vancouver, tutte nella top ten. Milano, la città italiana meglio posizionata, è fuori dalle prime 25. Non è poi così sorprendente.
Ma c’è un dato su cui riflettere è che uno degli indicatori utilizzati nell’indagine è il “Differentiation Index”, che assegna valori tanto più alti quanto più un ecosistema presenta caratteristiche diverse dalla Silicon Valley, che rappresenta il modello ideale di riferimento. Interessante elemento di riflessione sulla unicità come elemento di successo perché è sempre necessario far riferimento alla casistica di successo ma per essere innovativi e creativi bisogna essere diversi!
In altre parole, questo parametro ci dice che la diversità è un elemento di successo.
Sfuggire al processo omologante, anche nei processi economici e d’impresa è la vera chiave di successo.
È una lezione di business importante: andare alla ricerca di idee innovative significa guardare ai casi di successo, ma non per copiarli, bensì per trarne ispirazione. Significa individuare i propri punti di forza e integrarli con modelli organizzativi già consolidati.
Ecco la classifica delle venti migliori città al mondo per una startup:
1. Silicon Valley
2. Tel Aviv
3. Los Angeles
4. Seattle
5. New York
6. Boston
7. Londra
8. Toronto
9. Vancouver
10. Chicago
11. Parigi
12. Sydney
13. San Paolo
14. Mosca
15. Berlino
16. Waterloo (Canada)
17. Singapore
18. Melbourne
19. Bangalore
20. Santiago
Ovviamente non ci sono sorprese per la medaglia d’oro, che va alla Silicon Valley. Gli altri luoghi mostrano la forte mobilità delle condizioni ideali per il loro sviluppo. Tel Aviv, infatti, batte le altre città americane, come Boston, Seattle, ma soprattutto New York, solo quinta. Il significato è chiaro: non serve essere al centro del mondo, puoi anche essere al centro del deserto. Stimolare le startup è una questione di politica economica e di capacità.
L’attrazione dei poli post-industriali, della conoscenza, dell’innovazione, è una strategia molto complessa, che parte da alcune condizioni di partenza – generalmente legislative, fiscali – per passare dal ruolo delle università e dai fondi di investimento, questi ultimi vantaggi strutturali che furono determinanti per la nascita di Facebook, ad esempio.
La nostra Italia non e’ in classifica ma proprio perché i parametri ci insegnano che il futuro sta fuori dalle regole, dalle previsioni e sta nella diversità credo possiamo e dobbiamo sorprendere il mondo con le nostre startup !

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