In Italia si producono oltre 300 formati di pasta, ma come preferiscono la pasta gli italiani?

Una ricerca di Nielson nel suo libro “I love pasta” dell’Academia Barilla svela che trionfano gli spaghetti, che rappresentano infatti il 14,4% sui volumi totali venduti in Italia e mettono d’accordo, con infinite varianti, nord, centro e sud, isole comprese. Gli Spaghetti N°5 Barilla sono uno dei simboli nel mondo di italianità.

Gli Spaghetti sono nati a Napoli, e fu Antonio Viviani poeta e commediografo nel 1824 a chiamarli così, perché sembravano piccoli pezzi di spago. Originariamente erano lunghi ben 50 centimetri, poi col tempo, per esigenze di spazio, sono stati tagliati fino ad arrivare alla lunghezza attuale di 25 centimetri.

Nel libro tra le curiosità i fratelli Barilla dichiarano inoltre le loro preferenze: i fusilli per Guido, le casarecce per Luca, gli spaghetti per Paolo.

Al secondo posto nella classifica, con l’8,5% ci sono le penne rigate nate nel 1865 da un pastaio genovese e al terzo con il 7% i fusilli, pasta di derivazione araba.

Seguono i tortiglioni, specialità campana con il 5,6% dei volumi, le mezze penne rigate, gli spaghettini, le bavette, le pennette rigate, le farfalle e i rigatoni.

“Tutto quello che vedete lo devo agli spaghetti”  Sophia Loren

www.academiabarilla.it

 

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