L Italia un paese da cui fuggire ?..ecco come la crisi e le tasse ci rubano il futuro.
Siamo un paese a corto di speranze. La fuga dei giovani dall’Italia e’ ormai un dato consolidato, 80mila ogni anno l’asciano l’Italia, soprattutto al Nord.  Mete più ambite Germania e Svizzera.
Italia, un paese da cui fuggire? Il numero dei cittadini che la pensano così nell’anno passato è aumentato di un terzo. Nel 2012 a dare l’addio al paese sono stati 79mila italiani, quasi 20mila in più rispetto all’anno precedente (quando ci si era fermati a quota 61mila). A un’emorragia simile non si assisteva da decenni. E l’aspetto più grave dei dati registrati dall’Anagrafe della popolazione all’estero  è che ad andarsene sono soprattutto i giovani fra 20 e 40 anni, pari al 44,8% degli emigranti, in aumento del 28,3% rispetto al 2011.

Una recente indagine Istat  ha scavato anche sui dati relativi al titolo di studio e alle motivazioni. i dati confermano che l’immigrazione sta diventando sempre più qualificato ed è quindi una “fuga di talenti”. In trenta anni la mappa dell’immigrazione italiana si è completamente capovolta.
Se l’unità d’Italia e la crudezza dei due dopoguerra hanno spinto a imbarcarsi per andare oltre oceano molti italiani del Sud e molti giovani maschi con poca istruzione, oggi sono soprattutto i laureati del Nord a lasciare il paese in cerca di un’opportunità all’altezza della loro preparazione. In vent’anni la mappa dell’emigrazione italiana si è completamente capovolta.  Sono diminuiti gli addii dal Meridione e Lombardia e Veneto sono state le due Regioni che più hanno alimentato la fuga di giovani talenti all’estero.

Un vero e proprio regalo ai nostri avversari economici.

Lo “spread” della disoccupazione fra Italia e Germania si è ampliato negli ultimi anni fino a diventare un dirupo: 11% per Roma contro il 7% per Berlino. E se si guardano i giovani con meno di 25 anni, in Italia 37 su 100 sono senza lavoro, contro l’8% dei coetanei tedeschi.
Ma riempire una valigia e partire oggi non basta più per avere possibilità di successo e ci vuole preparazione e capacita’ , per questo i laureati sono l’unica categoria in aumento: da 3.879 a 6.276 italiani ogni anno e dall’8,3 al 15,9% rispetto al totale dei partenti. Sempre secondo i dati dell’Aire, gli uomini che decidono di emigrare sono il 56% rispetto al 44% delle donne.
Una volta arrivati all’estero, i “giovani talenti” finiscono col trovarsi bene. Oltre la metà, secondo l’Istat, svolge un mestiere classificato come “dirigenziale” o come “professionista a elevata specializzazione”. Questo dato fra i giovani laureati rimasti in Italia è invece del 42%.
Inoltre mettendo a confronto due laureati che lavorano a tempo pieno, quello che si trova in un paese straniero guadagna mediamente 540 euro in più rispetto al giovane che è restato in Italia.
Ma ce’ di più! La fuga dei giovani dal nostro paese è un problema politico, sociale e culturale legato all’invecchiamento. Ad esempio, gli elettori over 50 tra dieci anni supereranno quelli under. Abbiamo la più bassa percentuale di ragazzi sotto i 25 anni di tutta l’Europa e il futuro nel nostro paese e’ comunque nelle mani dei giovani che sono l’unica possibilità di ripresa.
E i pensionati ?…….c’è anche per loro una via di fuga attraente verso l’estero.  Belize, Costa Rica,  Messico, Guatemala, Panama, Malesia offrono basso costo della vita, quasi nessuna tassazione, clima mite e vantaggi evidenti per chi in Italia fa fatica a vivere con la pensione. Tra l’America centrale e l’Asia ci sono paesi che hanno lanciato programmi specifici per accaparrarsi i pensionati di tutto il mondo. In testa alle preferenze degli italiani in pensione, secondo i dati forniti dall’Inps, ci sono Spagna,Repubblica Domenicana, Marocco, Cipro, Tunisia, Filippine , Ecuador. La pensione può diventare tax free, nessuna tassazione su interessi maturati, rendite e dividendi e tanti altri vantaggi fiscali. In molti paesi con 1000 euro al mese si vive senza problemi. oltre alle agevolazioni infatti un litro di latte può costare 70 centesimi (Guatemala) cena di pesce  10 euro (Belize)   e la benzina 50 centesimi al litro (Malesia).

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