Il Natale sino a pochi anni fa non aveva alberi di nordica importazione né tanto meno si parlava di Babbo Natale ma la voce che ricorreva era quella del “ceppo”. Difatti sin da Ottobre le famiglie nelle famose feste in occasione delle vendemmie “le ottobrate” si mettevano alla ricerca del Ceppo, che era un grosso pezzo di legno il più grosso possibile per arderlo nel camino durante il pranzo di Natale.Ecco una tipica “Godenda” di Natale Senese(nel medioevo la Godenda era ciò che si poteva godere nel banchetto)

 

Crostini Assortiti (bianco- neri, di rigaglie, al vin santo al brodo)
Brodo di cappone in tazza o cappelletti in brodo;
Collo Ripieno
Arrosto di faraona, anatra, fegatelli e tordi con insalata di campo;
Tacchina o cappone ripieni e sformato di gobbi.
Pollo in galantina
Tordi e lombo
Panforte
Ricciarelli
Cavallucci e Copate
Frutta assortita

Che sia una riunione di parenti o amici, la tavola di Natale deve essere vestita con i colori della tradizione verde, rosso, argento e bianco. Per evitare eccessi e scelte di stile confuse, è opportuno non combinare i colori tutti insieme, ma abbinarli possibilmente due alla volta.
La tradizione più consolidata vuole la tovaglia rossa. Accompagnatela con l’oro per i sottopiatti e il bianco della ceramica per i piatti. Scegliete bicchieri in cristallo e tovaglioli dorati.
In alternativa, se desiderate un’atmosfera più luminosa, potrete scegliere una tovaglia bianca e abbinarla a sottopiatti oro, servizio di ceramica bianca e bicchieri ,altri dettagli della tavola rossi.

Non rinunciate a decorazioni e centrotavola, legate le posate con nastri colorati, create piccoli segnaposto di caramelle di zucchero e cartoncini, scegliete candele bianche e color oro e cingetele di fiocchi rossi.

A Natale non bastano colori e profumi e offrire briciole di elemosina per essere più felici e tranquillizzare la nostra coscienza, o ripetere che dobbiamo essere tutti più buoni, ma deve essere un’occasione per rivedere la nostra vita la nostra umanità smarrita e  ciascuno di noi deve avere il coraggio di rimettersi in gioco. In un momento così delicato, penso ai giovani che non vedono un loro futuro ed hanno perso la fiducia in loro stessi e senza più la possibilità di sognare, agli anziani spesso privati della dignità dopo una vita di lavoro e sacrifici. Ecco tutti dobbiamo cercare di aiutare le persone in difficoltà, non solo con piccoli e semplici gesti ma anche donando speranza e fiducia in un futuro migliore fatto anche di solidarietà vera.

Ecco alcune ricette senesi per il Natale:

BRODO DELLE GRANDI OCCASIONI

Un kg di carne magra ed una vecchia gallina sono gli ingredienti di base, poi ci vuole una bella cipolla, un gambo di sedano, un paio di pomodori bombolini. Si mettono la carne, le verdure e l’acqua sul fuoco a freddo ed insieme. Occorrono in partenza 4 lt di acqua. Non si sala. Aggiungeremo un po’ di sale semmai alla fine della cottura (dopo un paio d’ore). Quando il liquido sarà ridotto alla metà si passa per il colino ed il buon brodo è pronto. Per il Natale ottimo brodo ottenuto dal cappone ripieno, ma occorrerà tagliarlo con un altro brodo se abbiamo preparato con esse la “gelatina” aggiungendovi la zampa.

Il cappone è un galletto castrato all’età di circa 2 mesi e poi macellato dopo 8 mesi di vita. Il cappone per essere davvero buono deve essere giovane (al momento dell’acquisto si riconosce dagli speroni corti) e deve avere una pelle di colore chiaro. Un tempo era considerato cibo di lusso e veniva consumato nei giorni di Festa.

POLLO IN GALANTINA DEL CASTELLO
Per il “Castello” qui si fa riferimento a quello di Brolio. Si tratta di una ricetta estratta dal Ricettario dei Ricasoli
200 gr di carne magra di maiale
100 gr di carne di manzo magro
2 salsicce fresche di Toscana
100 gr di pecorino piccante grattugiato
50 gr pistacchi sbucciati
50 gr di gherigli di noce tritati
50 gr di prosciutto magro tagliato in un’unica fetta e sfilettato
50 gr di funghi porcini secchi, fatti rinvenire in poco brodo tiepido
la midolla di due panini intrisi di vin santo
2 spicchi d’aglio tritato insieme ad una buccia di un limone
una presa di noce moscata in polvere con altrettanto pepe bianco
Si procede come sempre per confezionare il pollo in galantina solo che aromatizzeremo la gelatina con un bicchiere di Vin Santo molto profumato.

COLLO RIPIENO
2 colli di pollo
fettine di manzo : gr 200
fettine di maiale: gr 100
burro gr. 50
timo e pepolino
3 uova
parmigiano grattato gr. 50
pangrattato
noce moscata
sale e pepe
1 litro di brodo vegetale o di pollo

Pulite i colli di pollo spiumandoli ed eliminando l’osso interno (potete chiede di fare entrambe le operazioni al vostro pollivendolo). Mettete in un tegame le carni e rosola tele alcuni minuti con il burro e un po’ di timo e pepolino. Lasciate raffreddare, quindi tritate il tutto finemente sul tagliere (o passate al mixer), in modo da avere un impasto fine e omogeneo. In una terrina aggiungete alla carne, le uova intere, il parmigiano, 5 cucchiai di pangrattato, poca noce moscata, sale e pepe. Amalgamate bene, quindi con questo impasto farcite i colli di pollo senza farli troppo pieni. Legate sia il becco che il fondo con uno spago da cucina, forate qua e là con uno stuzzicadenti e metteteli a bollire pianissimo in una pentola con del brodo già caldo per circa mezz’ora. Spegnete il fuoco e fate raffreddare. Tagliate infine i colli a fette e serviteli con sottaceti.
Molti consigliano di usare i fegatini di pollo, ma è un errore in quanto darebbe un sapore amarognolo non gradevole. Aggiunte ammesse sono invece prezzemolo, poco aglio e poca scorza di limone grattata.

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