compagnia palombariNel 1896 a Siena nasceva la “Compagnia dei Palombari” il cui statuto prevedeva di scendere…in fondo alle bottiglie per scoprire le meraviglie del buon vino. La “bandiera della compagnia” dal colore rosso vino con al centro lo stemma di Siena dove capeggiava un palombaro con due tubi che fuoriuscivano dal casco, uno per l’aria e l’altro per succhiar vino dove si era immersi. Già esistevano a Siena molte compagnie…congreghe di buontemponi che si occupavano d’una specifica attività burlesca che servisse a superare meglio i problemi quotidiani.  Uno dei fondatori fu il grande enologo Egidio Pollacci, autore di importanti testi di viticoltura che accanto al Ricasoli aveva risolto diversi problemi per rendere possibili esportazioni massicce di vino dal Chianti oltre frontiera e frequentatore assiduo della Farmacia G.Parenti dove insieme al chimico dott. Enrico Righi avevano messo a punto un laboratorio quotatissimo per la consulenza enologica.

Si dovrà proprio al Dott. Righi il battesimo della “Compagnia dei Palombari” con la sede prima presso il Casino degli Uniti poi al “Cannon d’Oro” uno dei più famosi ristoranti dell’epoca in Via Montanini ed infine alla Trattoria Paciarelli in via dei quattro Galli, con lo scopo di combattere l’uso dei vini “di seconda” (cioè quello preparato dalle vinacce con aggiunta di zucchero e colorino) e valorizzare l’importanza degli accoppiamenti cibo vino, che se pensiamo, per l’epoca era una vera e propria novità. Tra i soci comparivano i più bei nomi di Siena appartenenti all’aristocrazia, storici personaggi della “belle époque” che amavano scegliere e classificare i vini, studiare i vitigni e le caratteristiche organolettiche del vino. Questa è una dimostrazione di come Siena sia sempre stata in fermento anche nel settore enogastronomico che poi da sempre rappresenta la cultura di un popolo.

“sempre la tavola, rimane il luogo per eccellenza attorno a cui si concentrano valori e ideologie, si scambiano segni e messaggi, si esprimono sentimenti e passioni. Sempre la tavola rimane un luogo particolarmente idoneo all’osservazione dei rapporti fra gli uomini e dei modi in cui quei rapporti vengono rappresentati”

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