Mentre il centro studi di Confindustria afferma che la recessione che attanaglia l’economia del nostro Paese dovrebbe finire nel terzo trimestre di quest’anno e prevede l’interruzione della caduta del Pil tra luglio e settembre 2013, restano preoccupanti i dati sull’occupazione, con quasi due milioni di posti di lavoro persi dal 2007, sulla pressione fiscale, che tocca un nuovo record, e sui consumi, che continuano a calare. In questo quadro, tra dati negativi e speranze, salta all’occhio un quadro drammatico: quello del  mondo delle professioni.

Sarebbero 15 mila gli ingegneri che non riescono a trovare occupazione (dati Consiglio nazionale degli ingegneri) e 60 mila gli avvocati, un terzo della categoria (dati Cassa forense), che hanno un fatturato annuo inferiore a 15 mila euro. L’Adepp, associazione degli enti di previdenza delle libere professioni, ha reso noto che il fatturato dei notai dal 2008, cioè da quando è scoppiata la bolla immobiliare, è diminuito del 30% .

Ma il dato più grave è che nel 2012 oltre 9 mila professionisti con meno di 40 anni hanno chiesto la cancellazione dal proprio albo professionale.  Il motivo principale è che le riforme previdenziali attuate dalle varie casse hanno imposto un ticket gravoso, non più sostenibile da molti giovani con redditi troppo bassi.

La crisi sta spazzando via anche il più bello dei sogni dei giovani di un tempo: quello di diventare Notaio.

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