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Federico Minghi
Live da Firenze
in collaborazione con Nannini
Live da Firenze per portarvi nel backstage di uno dei più importanti eventi di moda in Italia e nel mondo
By / Toscana

Pitti Uomo 2019 • Live Streaming Event
in collaborazione con Nannini

Martedì 8 gennaio, live da Firenze per portarvi nel backstage di uno dei più importanti eventi di moda in Italia e nel mondo Pitti Uomo

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Federico Minghi
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Matteo Marsan, Teatro Vittorio Alfieri a Castelnuovo Berardenga.

Federico: Matteo, come e quando nasce la sua passione per il teatro?

Matteo: Nasce alle superiori. Ho fatto l’Istituto d’Arte a Firenze a Porta Romana e a 16-17 anni mi hanno chiesto se volevo far parte di un gruppettino di ragazzi e ragazze per fare la locandiera di Goldoni. Mi resi conto che mi piaceva moltissimo il modo di stare insieme di un gruppo che comunque prova a mettere in piedi una commedia e da lì ho sempre continuato attraverso gruppettini a fare il teatro. Un docente dell'istituto, Giuseppe Scuto, che insegnava lettere aveva già al tempo si parla del 1990-1991, una compagnia un pochino più strutturata che si chiamava lo Stanzone delle Apparizioni e sono entrato a far parte di questo gruppo e da lì sono arrivato ad oggi.

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La Bottega del 30 a Castelnuovo Berardenga Federico: Siamo a Villa a Sesta uno splendido borgo nel cuore del Chianti
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Federico Minghi
Siamo stati nel ristorante stellato nel cuore del Chianti

La Bottega del 30 a Castelnuovo Berardenga

Federico: Siamo a Villa a Sesta uno splendido borgo nel cuore del Chianti insieme a Helene della Bottega del 30, proprio fresca fresca in questi giorni di un grande riconoscimento da parte della Guida Michelin.

Helene: è stato molto emozionante dopo 22 anni di stella ricevere questo premio, è stata una grossa grossa soddisfazione, un grosso piacere questo sì..

Federico: come l'hai saputo?

Helene: Una sera è venuto uno, assomigliava un po' ad un ispettore della commissione, ha mangiato e poi a ha pagato e m'ha detto posso parlare con lei ho detto sì noi eravamo già un po nell'ansia in cucina, ho detto che succede e comunque con una grande grande delicatezza e emozione mi ha detto signora io sono il direttore generale della Michelin e io mi sentivo svenire che succede che ho fatto di male e gentilmente mi ha detto: "prima volevo conoscerla e presentarmi" e l'ho ringraziato poi le volevo fare le condoglianza per il suo marito e questo mi ha colpito il cuore perché gente che magari non conosce tutta la storia, sono stata molto colpita e poi mi ha detto lei fa le valigie e va a Parma la settimana prossima, con da Nadia, partite perché voi siete una sicurezza nel tempo, sono 22 anni che avete questa stella con una qualità nel tempo e noi la vogliamo coccolare a Parma dunque venga e così è successo, bellissimo, è stato bellissimo...

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Federico Minghi
Eccellenza alla frontiera tra il Chianti e le Crete Senesi

Felsina a Castelnuovo Berardenga

Federico: Quando Lei ha preso Felsina per mano come se la immaginava? Cioè, è riuscito a fare tutto quello che aveva in mente oppure c'è ancora qualcosa che gli è rimasto in cantiere?

Giuseppe: Devo dire che quando ho cominciato ho sentito la necessità di condividere anche le mie incertezze e bisogno di conoscere e da questo punto di vista il ruolo decisivo l’ha avuto il nostro enologo col quale abbiamo cominciato a capire che il Sangiovese qui era il protagonista. Quando ho cominciato io ero in rimessa continua, quindi bravi quelli che hanno avuto anche la forza finanziaria di sostenere il progetto, la via maestra era quella di capire il nesso profondo che c'era tra il vitigno ad alta vocazione come il Sangiovese e questa terra.

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Leonardo: l’ingegno, il tessuto, si propone, attraverso un percorso espositivo e multimediale, di contestualizzare l’opera del genio nell’ambito del tessile.

Nella prima sezione della mostra le riproduzioni in grande scala dei suoi dipinti consentono di avvicinarsi alla sua visione dell’arte quale strumento di conoscenza superiore. Vasari nel “Racconto della vita di Leonardo” descrive gli studi sul panneggio che l’artista utilizzava in pittura per restituire naturalezza ai tessuti. Leonardo creava i modelli delle figure in terracotta, rivestendoli poi con panni bagnati e intrisi di terra per farli aderire meglio alla superficie. Ritraeva il panneggio su tele di rensa o di lino finissime già usate e disegnava impregnando la punta del pennello nell’inchiostro nero nella biacca (bianco di piombo) per dare le lumeggiature. Le osservazioni sulla restituzione in pittura della consistenza delle stoffe e del movimento delle pieghe secondo i diversi tipi di tessuto, le attenzioni riservate alle misurate decorazioni delle vesti, interpretate dai suoi celebri “nodi”, sono parte del suo approccio universale alla natura. Nel “Libro della pittura”, un codice redatto postumo probabilmente dall’allievo Francesco Melzi, Leonardo affronta il tema…

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