Accademia della Crusca, dove nacque il primo vocabolario italiano

Accademia della Crusca, un nome da tutti accumunato al vocabolario in uso, al dizionario corretto, alla mutevole evoluzione della lingua. Viene chiamata in causa molto spesso per curiosità (si dice “arancino” oppure “arancina”?), ma anche per nuove mode e tendenze. Nel 2016 ha fatto furore il caso di “petaloso” e l’Accademia della Crusca è stata chiamata a dare un proprio giudizio su alcuni sostantivi al femminile, “sindaca” tra tutti.

Accademia della Crusca, esterno

Non molti sanno che l’Accademia della Crusca ha la sua sede a Firenze, appena al di fuori della città storica, in una splendida villa medicea (Villa di Castello) in via di Castello. Se state cercando cosa vedere a Firenze vi consiglio di inserirla nel vostro tour della Capitale del Rinascimento, per vivere un’esperienza originale ed emozionante, all’interno della lingua italiana e non solo.

Ad accogliervi, in primo luogo, troverete il primo giardino all’italiana, precedente al ben più famoso giardino di Boboli, progettato da Tribolo e adorno di una bella fontana con scultura dell’Ammannati. Tutto è disposto seguendo una precisa simbologia rinascimentale e non solo: troverete anche il giardino segreto di Cosimo, dove l’illustre fiorentino si dedicava all’are degli speziali (sua l’istituzione del Giardino dei Semplici, attuale Orto Botanico).

Visite guidate all’Accademia della Crusca

Ma entrate. Durante la visita guidata avrete modo di conoscere la storia dell’Accademia della Crusca, una antica istituzione fondata tra il 1582 e il 1583 da cinque letterati fiorentini: Giovan Battista Detti, Anton Francesco Grazzini, Bernardo Canigiani, Bernardo Mancini, Bastiano De’ Rossi. A loro si aggiunse in breve tempo Lionardo Salviati, che fu il primo a dare un forte slancio verso un programma di codificazione della lingua. Sua fu anche l’idea di cambiare ed aggiornare il significato metaforico della Crusca, attribuendo a quella che fino ad allora era la Brigata dei Crusconi il compito di separare il fior di farina dalla Crusca, seguendo il modello già promulgato dal Bembo.

L’istituzione assunse come proprio il verso del Petrarca “il più bel fior ne coglie” e decise di rappresentarsi col simbolo del “frullone”. Inoltre tutta la mobilia dell’Accademia doveva avere od assumere nomi attinenti al mondo del grano, idea a cui non sfuggirono nemmeno gli accademici, rappresentati da allora fino ai nostri giorni con pale di legno su cui era e viene dipinta una immagine simbolica accompagnata da motto e nome dell’accademico.

Una delle poche sale che vi sarà concesso di visitare sarà proprio quella delle pale, dove verrete travolti da un universo che per quanto sembri austero mette in luce caratteri giocosi.

Per me questa visita è un vero “must” in Toscana, basta organizzarsi per tempo: le visite sono possibili su prenotazione ogni mercoledì e giovedì, oppure ogni ultima domenica del mese. E adesso sta a voi: quali sono i nomi delle dita dei piedi? Si può dire “ministra”? In che modo andrebbe usato “piuttosto che”? Chiedete direttamente, oppure consultate il sito ufficiale!

sala delle pale accademia della Crusca

Immagine di Simonetta Ronconi http://simonettaronconi.com/the-fairest-flower/

Come arrivare

Dalla stazione ferroviaria di Firenze Santa Maria Novella, oppure dalla stazione di Firenze Rifredi, vi consiglio di utilizzare le linee dell’autobus n°2 o n°28. Il tragitto è di circa mezz’ora da Santa Maria Novella e di 10 minuti da Rifredi. Se scendete alla fermata di Firenze Castello siete ad appena venti minuti a piedi dalla meta, prendete il vostro tempo e fate una piccola camminata.