Si impara e si cresce dalle sconfitte e dagli errori

villa arcenoNella vita per essere vincenti, per stare bene, dobbiamo imparare a saper perdere, accettare la sconfitta come parte del percorso per poter raggiungere la meta, imparare dagli errori per crescere. È nei momenti in cui perdiamo, in cui tutto va male, in cui veniamo ingannati, in cui sbagliamo che viene fuori la statura morale dell’individuo. A me piace pensare che la vita è come un tavolo da gioco predisposto in modo tale che tutti quelli che entrano nel casinò devono giocare e tutti a lungo andare prima o poi sono destinati a perdere, chi più chi meno, chi prima e chi dopo, e come sanno bene i giocatori d’azzardo la vincita è solo provvisoria! Si la vita è proprio così non esiste un Presidente per sempre, un uomo imbattibile o infallibile, esistono solo dei momenti positivi e momenti negativi e solo dalla gestione di questa alternanza si delinea la vita di ogni individuo.

Prima o poi tutti cadiamo, in quel momento scatta la corsa ad abbandonare la nave, a prendere le distanze, finiti i brindisi i rulli di tamburo e le standing ovation rimane solo un grande silenzio ed è li che si misura un uomo in base allobbiettivo che si era dato ed ai valori che ha seminato.

Si la sconfitta e il fallimento fanno parte del percorso naturale della vita, vanno previste e vissute con grande serenità e dignità come parte di un percorso naturale. Pretendere di essere sempre vincenti, provoca, alla prima sconfitta, l’incapacità a rialzarsi, quel senso di frustrazione che si insinua in chi è abituato a dover essere sempre “il migliore”, perchè altrimenti non si è nessuno. Chi sposa questo tipo di ragionamento è destinato solo alla depressione e all’ansia ma la vita è bella proprio perchè ci destina prove in continuazione, partite diverse, cose inaspettate a volte belle a volte brutte e con tutti questi colori sta a noi dipingere il quadro più bello. Napoleone Bonaparte uno dei condottieri più vincenti della storia affermava: “Signore dai forza al mio nemico e fallo vivere a lungo, affinché possa assistere al mio trionfo” mentre Nelson Mandela pensava che “A volte un vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato”

E’ come nello sport quando inizi a correre ti sembra di non riuscire a rompere il fiato, di non farcela più, ogni metro sembra lunghissimo e faticossissimo poi come per magia se prosegui con costanza e forza di volontà ti sembra pian piano di volare verso la meta ed un senso di soddisfazione e di appagamento di riempie il corpo e l’anima.

Pensiamo a come è rinata San Francisco, oggi simbolo dell’innovazione, che deve molto alla “follia” di quell’italiano di talento, figlio di emigrati liguri. Infatti dopo il terribile terremoto del 1906, Amadeo Peter Giannini decise di far prestiti a chiunque avesse la forza di impegnarsi nella ricostruzione. Trasformò così un immane disastro in una grande opportunità, dando il via alla rinascita della città californiana, mentre la piccola Bank of Italy da lui fondata due anni prima cresceva sino a diventare Bank of America.

Pensiamo a quell’Uomo, italiano che camminava tra le macerie di una città in rovina ma aveva un sogno, per molti folle, quello di puntare tutto il suo patrimonio su chi non ha garanzie da offrire se non la propria energia, la voglia di rinascita, di ripartire da zero e di creare una grande impresa, di realizzare un sogno. Quell’uomo dando fiducia agli altri ha reso possibile un grandissimo sogno!

Recentemente anche Adam Arvidsson, sociologo all’Università di Milano,  nel progetto “Il Mito dei giovani” , afferma che i giovani vogliono e possono realizzare i propri sogni. Fin da piccoli viene insegnato loro che devono essere imprenditori di se stessi e devono sviluppare creatività e talento. In questo senso, sottolinea Arvidsson, «il mito dei giovani sognatori diventa uno strumento di potere: forma delle persone educate a pensare che sia normale, buono e giusto coltivare dei sogni – anche irreali – e orientare la propria vita verso la loro realizzazione».

Io penso che dobbiamo raccontare le fiabe fin da bambini e non smettere mai, raccontare che il drago cattivo esiste ma può essere sconfitto! Raccontiamo ai bambini che si può perdere, che se ci mettiamo in gioco ogni tanto capita di non raggiungere la meta ma non per questo perdiamo di valore, non brontoliamoli quando prendono un brutto voto ma sproniamoli a fare meglio, non mettiamoli in competizione con gli altri ma in una sana motivazione con se stessi, solo così possiamo sconfiggere le paure e possiamo far riappropriare le generazioni future dei loro sogni.

Io penso che si “diventa davvero uomini” quando si raggiunge una stabilità e un’autocoscienza tali da non esaltarsi nei momenti positivi e non deprimersi in quelli negativi perchè sono momenti di un unico bellissimo viaggio che è la Vita, quando non si ha paura di restare soli per portare avanti le proprie idee ed i propri valori che sono gli unici che non ci abbandoneranno mai, quando non si perde la calma anche quando chi ci circonda è in panico perchè sappiamo navigare come i marinai esperti anche con il mare in tempesta.

In sintesi come afferma James Lalropui Keimov siamo come fotografi che passano anni o addirittura una vita intera cercando di catturare dei momenti che messi insieme non equivalgono neppure ad un paio dore.

e non scordatevi mai “Quando siete felici, fateci caso“

 

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