Pronti per il 2018? ora viene il bello ci sarà da divertirsi

IMG_9766Capodanno è il cenone con gli amici, gli infiniti brindisi con i calici alzati nella notte più lunga dellanno, qualche trombetta e, perchè no, il nostalgico trenino e poi una sfilza di messaggi e chat intasate dai filmati di auguri,ed e’ proprio in mezzo a tanto frastuono che arriva, inevitabile, il momento dei bilanci.

Trovarsi tra la folla non vuole dire necessariamente essere nel gruppo, festeggiare e ballare non vuole dire essere felici ed allora, con le trombette in sottofondo, proviamo ad estraniarci, a guardarci dentro, a fare il punto della nostra vita e, voltandoci indietro, a riflettere su tutte le cose belle che ci sono capitate, perchè le cose belle, troppo spesso le diamo per scontate dimenticandole facilmente, trascurandole.

Il 2017 non è stato un anno facile per me, come credo per molti, non e’ scaramanzia, ma realismo. La sensazione che provo e’ quella di essere sul Titanic, mentre lorchestrina continua a suonare ed  inesorabilmente stiamo affondando, ci siamo scontrati con il conservatorismo, con le lobby dei poteri forti che ormai comandano a bacchetta la politica e mandano personaggi scarsamente preparati nellarena televisiva solo per spettacolo.

Intanto nella nave alla deriva mancano i comandanti dalla schiena dritta di un tempo, quelli preparati pieni di valori.

Se in Italia la crisi economica e politica è evidente, a Siena la situazione è oggettivamente disperata, BabboMontecome si chiama da queste parti il claudicante Monte dei Paschi,  ha “divorziato” da Siena, ammaliato dai potenti di turno ed è stato spolpato mentre i senesi assistevano inerti al banchetto in cambio di piccole prebende e di qualche briciola.

Siena ad oggi è una città completamente isolata per la mancanza di infrastrutture, lautostrada è lontana, la ferrovia non è citata se non per il bellissimo trenino a vapore per turisti, laeroporto esiste solo nei fascicoli dei tribunali per le inchieste, per non parlare poi della chiusura della storica Enoteca Italiana e del  museo Santa Maria della Scala che aspira igenuamente a diventare uno dei più grandi centri culturali europei, nonostante tutto (o niente)

Il turismo dovrebbe essere una risorsa fondamentale, invece è solo un gioco al lotto sui numeri, la città è invasa dal gite di massa mordi e fuggi, e l’unico incremento che apporta è il lavoro per svuotare i cestini della spazzatura costantemente strabordanti.

Una perla del Rinascimento come Siena meriterebbe ben altro turismo, un altro approccio, persone consapevoli amanti dellarte e dellenogastronomia di qualità, ospiti desiderosi di dormire e vivere la città con calma, assaporandola e da qui partire per escursioni nelle meraviglioso mondo circostante: dal Chianti alla Val dOrcia, dal Nobile al Brunello alla chianina alla cinta senese, dallolio di oliva  al tartufo ,e poi una costellazione borghi medievali dal fascino indiscusso, un inesauribile patrimonio a cielo aperto mal sfruttato.

Se in qualsiasi parte del mondo avessero una sola collina con due cipressi simili alle nostre, ci sarebbero file chilometriche di turisti tutto lanno, per non parlare poi delle nostre opere darte, anche una piccola parte di quelle che noi teniamo ben conservata negli scantinati della Pinacoteca Nazionale, altrove farebbe incassi milionari.

Siena ed i senesi, noi tutti, dovremmo  trovare ispirazione per rialzarci proprio da quel Rinascimento che qui si respira in ogni angolo e che impregna le mura della nostra città, dalla bellezza che nutre i nostri occhi fin da bambini, dal rullo dei tamburi che dal medioevo suona la carica, dallo squillo delle chiarine che risveglia lorgoglio.

Il Futuro e’ delle persone di valore, di chi ha idee, di chi vuole ricostruire, di chi ha volontà e non ha paura di sudare e si sporcarsi le mani (nel senso operoso del termine) .

Non può essere altrimenti.

Cosa penserebbero di noi i nostri illustri ed illuminati antenati?  immagino dei Piccolomini o dei Salimbeni, di Sallustio Bandini o di Duccio da Buoninsegna con la faccia incredula e sbigottita per il fatto che non siamo riusciti neppure a mantenere  neanche ciò che loro avevano creato e magari staranno dicendo: ”ora viene il bello! come faranno a rialzarsi laggiù se hanno finito tutte le risorse? dove troveranno le persone e le capacità per ricostruire?”

Vorrei chiudere con un’ironica citazione di Boris Yellnikoff dal film Whatever Works Basta che funzioni

Quanto odio i festeggiamenti di Capodanno.

Tutti vogliono disperatamente divertirsi, cercando di festeggiare in qualche misera, patetica maniera. Festeggiare che cosa? Un altro passo verso la tomba? Ecco perché non lo dirò mai abbastanza: qualunque amore riusciate a dare o a ricevere, qualunque felicità riusciate a rubacchiare o a procurare, qualunque temporanea elargizione di grazia: basta che funzioni.

E non vi illudete: non dipende per niente dal vostro ingegno umano, più di quanto non vogliate accettare è la Fortuna a governarvi. Quante erano le probabilità che uno spermatozoo di vostro padre, tra miliardi trovasse il singolo uovo che vi ha fatto? Non ci pensate sennò vi viene un attacco di panico

Dunque buon 2018 e ancora buona fortuna agli amici ed ai nemici, ai buoni ed ai cattivi, agli altruisti ed agli avidi, ai furbi ed agli stolti,  mi piacerebbe trovarvi tutti in grande forma perchè il prossimo anno ci sarà da divertirsi!

 

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