La castagna…la regina dell’autunno!

castagneDai boschi del Mugello, alla montagna pistoiese, dalla Lunigiana alla Garfagnana, le castagne tornano protagoniste di feste e sagre da “leccarsi i baffi”. La Toscana è una regione ricca di boschi con una superficie di 33.000 ettari, di cui 16.000 ettari coltivati con castagni da frutto, si ottengono quasi 200 mila quintali di castagne per una PLV media annua di oltre 90 milioni di euro. La Toscana è saldamente al quarto posto nella produzione nazionale di castagne con il 10% dopo Campania, Calabria e Lazio.

“Con le gelate primaverili e la siccità estiva e la presenza degli ungulati la produzione di marroni e castagne quest’anno registra un calo del 40%, ma la qualità sarà ovunque di ottimo livello – dice Tulio Marcelli Presidente di Coldiretti Toscana – con quotazioni in aumento: dai 4.5 ai 5.5 euro al kg all’ingrosso fino ad arrivare a 7 euro al kg al consumatore finale. È ormai un ricordo l’anno orribilis 2014, quando si è toccato il minimo storico dall’Unità d’Italia.”.

La Castagna si festeggia nell’Ambata a Abbadia San Salvatore a Arcidosso e a Piancastagnaio, nell’Alto Mugello a Palazzuolo sul Senio e a Marradi, nella montagna Pistoiese a Piteglio, nella Valtiberina a Caprese Michelangelo, nel Casentino a Tallae a Cetica, un modo per promuovere e tutelare l’alta qualità della produzione made in Italy che conta ben quindici prodotti a denominazione di origine legati al castagno dei quali ben cinque si trovano in Toscana e sono il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp, la Farina di Neccio della Garfagnana DOP e la Farina di Castagne della Lunigiana DOP.

Le castagne hanno delle proprietà nutrizionali importanti e non hanno glutine, il che le rende un buon alimento in caso di celiachia. Povere in grassi, rappresentati in buona percentuale da acidi grassi polinsaturi e monoinsaturi, contengono calcio, fosforo, potassio, magnesio, folati, niacina, biotina, vitamina E e vitamina K. Inoltre, studi recenti hanno portato alla luce la presenza di estratti polifenolici antiossidanti e di altri benefici composti, come i tannini, che conferiscono alle castagne proprietà antitumorali, antinfiammatorie ed antimicrobiche.

Le castagne sono un alimento molto versatile e possono essere consumate in svariati modi: arrostite sul fuoco dette caldarroste, bollite, cotte al forno e secche. Dalle castagne essiccate si ricava la farina di castagne, che viene utilizzata per la preparazione del tradizionale castagnaccio, da arricchire con uvetta e pinoli.

Con le castagne si possono preparare delle ottime zuppe. Ad esempio, potrete arrostire le castagne e poi cuocerle in un brodo di verdure erbe aromatiche insieme ai vostri ortaggi preferiti. Con le castagne lessate si può preparare una purea utile per farcire le verdure ripiene. Sia la farina di castagne che le castagne lessate sono infine ingredienti ottimi per la preparazione di torte e biscotti.

La polirematica “Prendere in castagna” è un’antica frase fatta con cui si intende sorprendere qualcuno in errore. La data e il luogo d’origine del detto non sono certi. Probabilmente, il modo di dire trae origine dal termine tardo latino marro o marronis che significa errore. Bisogna anche considerare che in francese antico “marrir” significava “confondersi” analogamente allo spagnolo “marrar” che significava “errare”. Con il passare del tempo la frase “prendere in marrone” è diventata “prendere in castagna”, associando il frutto dell’albero all’errore.

E allora non facciamoci prendere in castagna!

 

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