Ieri il testamento all’umanità di Tim Cook al Mit di Boston….riflessioni tra le vigne

20170617205312-330f4965Era il 2005 quando Steve Jobs pronunciava il famoso discorso ai laureati di Stanford che è entrato nella storia, un vero e proprio testamento spirituale all’umanità di cui tutti ricorderanno l’esortazione “siate affamati siate folli”. Dopo 12 anni il discorso di Tim Cook al Mit di Boston, CEO di Apple dal 2011, una delle menti più illuminate, che vent’anni fa arrivo in Apple mentre stava lottando per sopravvivere proprio quando Steve Job lanciò la rivoluzionaria campagna “Think different”.

Non so se questo discorso rimarrà nella storia ma sicuramente questo mondo ha bisogno dei suoi spunti, Tim Cook infatti ha sottolineato l’importanza di lavorare a favore dell’umanità e non delle cose. Come ha ribadito Tim “Mit e Apple hanno molto in comune…amiamo problemi difficili, amiamo cercare nuove idee e trovare soluzioni per cambiare il Mondo”

Poi si è rivolto alla generazione che sta per entrare come parte attiva in questo mondo che vive un momento difficile e dice: “state concludendo un ciclo per passare alla meta successiva del vostro viaggio di vita, e vi starete domandando: dove mi porta tutto questo? qual’è il mio scopo di vita? anche io mi sono fatto queste domande e mi ci sono voluti 15 anni per trovare una risposta e parlandomi del mio viaggio forse vi aiuterò a risparmiare tempo”

Uno dei più bei passaggi su cui meditare in questa calda giornata è “non ho paura che l’intelligenza artificiale dia ai computer la capacità di pensare come gli esseri umani, sono più preoccupato delle persone che pensano come i computer, senza valori o compassione, senza preoccuparsi delle conseguenze. Se la scienza è una ricerca nell’oscurità, allora l’umanità è una candela che ci mostra dove siamo e i pericoli che dobbiamo affrontare”

Poi prosegue dicendo “credo nella vostra generazione, nella vostra passione, nel vostro viaggio per servire l’umanità. Contiamo tutto su di voi, misurate il vostro impatto in termini di umanità e non di “mi piace”, considerando le vite che andate a toccare; non in termini di popolarità ma di persone che aiutate. Mi sono accorto che vivo meglio da quando ho smesso di preoccuparmi di ciò che gli altri pensano di me, sarà lo stesso anche per voi”

Sempre ieri a Siena si è celebrato in Piazza San Francesco il Graduation Day dell’Università di Siena, la giornata dedicata ai nuovi laureati dell’anno accademico 2015-2016.  Ospite di eccezione, che ha pronunciato la Lectio Magistralis, Rino Rappuoli, laureato dell’Università di Siena, oggi direttore scientifico di GSK, scienziato di fama mondiale, il cui lavoro di ricerca è stato più volte insignito di onorificenze, la più recente qualche giorno fa a Venezia con il prestigioso European Inventor Award, come ha ricordato dal Rettore Frati.

Siena ha una storia importante e bella come testimoniano i suoi splendidi monumenti e i suoi nobili Palazzi, dei valori e delle tradizioni tramandati dall’antichità così come il sapere di menti illuminate infatti già nel 1176 delle fonti riportano che un sacerdote teneva in Camollia lezioni di Diritto: questo fatto attesta che quasi mille anni fa a Siena esisteva già una scuola giuridica. Nel 1240 risale il primo documento che attesta l’esistenza di uno Studium universitario a Siena che ne fa uno fra i 10 più antichi al mondo!

Ecco io spero che gli oltre 500 laureati che ieri hanno festeggiato a Siena l’inizio di un nuovo ciclo di vita portino a Siena (che ne ha tanto bisogno) e nel Mondo quella capacità di sognare e di lottare per quei valori di cui parlava di Tim Cook, senza preoccuparsi dei “mi piace” o cosa gli altri pensano ma cercando ti tenere accesa sempre la candela dell’Umanità per poter attraversare questo buio profondo in cui siamo.

 

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