Non troppo di quello che fa bene ma neanche troppo poco di qualcosa che fa male

vinoacuore01Fulvio Ursini, professore di chimica biologica presso il dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova, uno degli scienziati italiani più noti a livello mondiale nel campo della biochimica dei fenomeni di invecchiamento e di stress ossidativo, nonché esperto sugli aspetti medici e nutrizionali relativi al vino.

“Una nutrizione corretta, associatamente  ad un corretto stile di vita e alla minimizzazione dell’esposizione a rischi biologici ed ambientali, è fondamentale per la riduzione dell’incidenza delle principali patologie del mondo occidentale. La malnutrizione è ben identificabile con l’insufficienza di elementi essenziali cui è facile sopperire con supplementi. Questo insieme di informazioni ha permesso nel corso dell’ultimo secolo la diminuzione del carico di patologia e l’aumento della vita. Il risultato comunque potrebbe ancora essere largamente migliorato dalla razionale adozione di un comportamento alimentare ottimizzato oltre il soddisfacimento dell’assunzione di cosa è essenziale.

Se è relativamente facile sapere cosa non è opportuno ingerire, è anche indubbio che il “troppo” di qualcosa di buono e necessario diventi dannoso. In modo speculare, però, si può oggi anche dire  che il “troppo poco” di qualcosa che la natura ha fabbricato per “essere dannoso” possa “far male”.

In questo apparente paradosso si riconoscono una serie di prodotti vegetali (detti metaboliti secondari) usati dalle piante per difendersi dai loro predatori (batteri, virus, fino a piccoli animali). Queste sostanze, che sono sovente tossiche per queste specie biologiche, quando assunte dall’uomo sono riconosciute come “potenzialmente tossiche” ma facendo questo attivano dei potenti meccanismi di difesa atti a ridurre l’insorgenza di malattie degenerative e probabilmente anche tumori.

In questo concetto detto di “para-ormesi” si inseriscono una miriade di prodotti naturali, impropriamente e spesso detti antiossidanti, che testimoniamo la salubrità e anche la tipicità di comuni prodotti alimentari. Solo per fare degli esempi ricorderemo la frutta e verdura in generale, molte spezie e anche alimenti comuni come l’aglio, la cipolla, la salvia, il rosmarino, i carciofi, i broccoli, i cavoli, il peperoncino ecc.. Tutte piante che contengono molecole (non farmaci!) spesso più note ai cuochi che non ai nutrizionisti ma sicuramente salutari quando assunte nella giusta dose.”

Non troppo di quello che fa bene ma neanche troppo poco di qualcosa che fa male.”

 

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