Food truck: cucina gourmand in movimento…

Creatività degli chef, nuove modalità di cottura, sviluppo sostenibile: la gastronomia italiana è in continua evoluzione. Dopo la cucina molecolare e lo slow food, sempre di moda, ora si inizia a parlare di “food truck” e street food, e qui i grandi chef si sbizzarriscono in veri e propri “ape gourmet” che propongono spuntini raffinati, valorizzando il prodotto e rispondendo alle esigenze di un pubblico che dedica sempre meno tempo alla pausa pranzo ma non vuole rinunciare alla qualità.

Ma quali piatti propongono i food-truck? hamburger ai funghi selvatici e cipolle caramellate al miele, sushi cheesy crab con avocado e formaggio fresco, pancetta o pollo con spezie e mango… la location diventa alternativa e vintage, garantendo sempre un’attenta ricerca nella selezione delle materie e nell’abbinamento degli ingredienti.

Ricerca che porta i nostri chef anche a mescolare sapori lontani, ispirandosi alla moda del  «fusion food», nata negli anni Settanta in Australia e negli Stati Uniti per influenza dello chef austro-americano Wolfgang Puck: una cucina multiculturale che consiste, per esempio, nel creare un piatto europeo con ingredienti asiatici, come un risotto allo zenzero, o nel fare il contrario, come un nem vietnamita (crespella di farina di riso) con capra e miele.

Un modo anche per rivisitare i grandi classici della cucina tradizionale e trasmettere il testimone di antiche ricette, adattandole ai sofisticati gusti contemporanei di una società senza più confini…

 

 

Un commento su “Food truck: cucina gourmand in movimento…

  1. franco franceschi

    Carissimo Federico, è un piacere visitare questo sito così carico di “Toscana vera”. Ero a Firenze la settimana scorsa e ho soggiornato alcuni giorni all’Antica Torre di via Tornabuoni in cui ho trovato le stesse emozioni che hai provato nel Pasaggio del Principe, una vista di Firenze unica con un Arno in tutto il suo splendore. Dalla terrazza la sera si gode di tramonti che non basterebbero 6 Martini a descrivere. In seguito sono andato “a riposare” al Castello delNero dove ho ritrovato un’atmosfera da Impero Asburgico, mi sono ritrovato a Baden Baden come viaggiando nel tempo. Ho impiegato un po’ a capire perché aver messo un resort (termine limitativo) di quel calibro in mezzo al niente di Tavarnelle, poi ho capito. Il Castello basta a se stesso. alloggiando lì puoi godere di piaceri una volta riservati all’Alta Nobiltà. La piscina con acqua riscaldata, colazione in giardino godendo di colline e vigneti, una cucina governata da un cuoco stellato e personale di primissima qualità, dal direttore al barman o al sommelier. Un’esperienza da fare e consigliare a chi la sa apprezzare, non a chi pensa a squallori come si leggono su certi siti che citano qualità/prezzo ed altro, come se cattivi cibi o vini potessero avere una quotazione accettabile. Mi fa piacere condividere questa esperienza con te perché so che sai di che cosa ho scritto

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