Pane Toscana

Pane di Toscana, famoso perché sciocco, simbolo della cucina regionale

Il pane in Toscana è sciocco, ovvero nasce storicamente privato del sale per accompagnare i sapori robusti propri di questa cucina tradizionale, intensi come i salumi autoctoni e fare da fondamento per le zuppe o ancora usandolo per armonica base ai crostini con fegatini o milza.

pane toscana, Federico Minghi cuoco

La Toscana è terra di leggende e anche nel caso del pane ne abbiamo una carina, infatti pare che la tradizione di non utilizzare il sale sia collocabile attorno al 1100, un periodo di forte rivalità tra Pisa e Firenze. Nel corso di questi scontri, i pisani decisero di bloccare il commercio del sale con l’attuale capoluogo toscano, privandolo così dei rifornimenti per costringerlo ad arrendersi. I fiorentini però non deposero le armi, scegliendo piuttosto di preparare il pane senza l’utilizzo del sale. Da qui sarebbe nato il pane sciocco, il classico pane di Toscana, oggi in odore di riconoscimento Dop.

Secondo un’altra versione invece, la peculiarità ha a che vedere con l’elevato costo che l’ingrediente  aveva in epoca medioevale. La tassa sul sale era pesante, motivo che spinse la popolazione a cucinare senza. In Toscana il pane si faceva con lievito madre, attraverso una lunga lievitazione,  si usava farlo una volta alla settimana quando si accendeva il forno a legna e si riponeva nella madia, divenuto poi un mobile di pregio di ogni cucina toscana, si manteneva bene ed era buono per molti giorni grazie alle farine locali di grande qualità.

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