L’8 Marzo un’occasione di riflessione

8 marzo festa delle donne rita levi montalciniCome ogni anno, ecco l’8 marzo, la festa delle donne, tanto celebrata da alcune e altrettanto osteggiata da altre. Partiamo dalla storia, sapete perché si festeggia? Non tiriamo fuori la bufala (esatto, lo è) dell’incendio del 1908 nelle fabbrica Cotton (o Cottons), poiché negli anni ’70 è stato ampiamente documentato come si tratti di una vicenda inventata di sana pianta (probabilmente ispirata all’incendio della fabbrica Triangle, avvenuto il 25 marzo 1911 e nel quale morirono 146 lavoratori, 123 donne e 23 uomini, soprattutto giovani italiani ed ebrei).

Perchè si festeggia la Giornata Internazionale delle Donne

La celebrazione è nata negli Stati Uniti d’America nel 1909, mentre in Italia è stata festeggiata a partire dal 1922. La storia, quella vera, narra di Corinne Brown, che nel 1908 (il 3 maggio), presiedette la conferenza tenuta ogni domenica dal partito socialista di Chicago. Quella occasione, a cui tutte le donne erano state invitate, venne chiamata “Women’s day”, poiché si discusse dello sfruttamento femminile, fatto dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini di basso salario e orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne. Da quel giorno il partito chiese che ogni ultima domenica di febbraio venisse tenuta presente come giornata al femminile. La consacrazione definitiva della data dell’8 marzo è invece dovuta alla protesta delle donne russe che, l’8 marzo 1917, marciarono contro la guerra e il governo dello Zar chiedendo “pane e pace”. 4 giorni dopo il governo zarista cadde e in Russia le donne ottennero il diritto al voto. Nel 1975, durante la celebrazione dell’anno internazionale della donna, le Nazioni Unite designarono ufficialmente l’8 marzo come giornata internazionale delle donne.

Perchè la mimosa per festeggiare la donna?

Anche la mimosa secondo alcuni dipende dalla falsa storia di cui sopra (una mimosa sarebbe stata vicino alla struttura avvolta dalle fiamme), ma in realtà si tratta di una scelta, quasi obbligata, presa da U.D.I. (Unione Donne Italiane) nel 1946: la mimosa è una delle poche piante fiorite nel mese di marzo, e forse anche la più bella. L’associazione femminile cercava un fiore che potesse esprimere e caratterizzare l’evento e lo identificò nella mimosa.

Se avete appena ricevuto un mazzo di mimosa, vi lascio giusto qualche consiglio per farla durare più a lungo, visto che è una infiorescenza di breve durata. Ecco i miei trucchi: con un coltello affilato eliminate le foglie rovinate e quelle alla base. Immergete i ramoscelli in abbondante acqua pulita, inacidita con due gocce di limone, collocate poi il vaso in piena luce (ma non vicino a fonti di calore!).

8 marzo, un’occasione di riflessione

L’8 marzo non è solo un’occasione per ricordare la bellezza, la sensibilità, la dolcezza e il coraggio dell’universo femminile, ma deve essere un momento di riflessione: siamo lontani ancora dalla vera parità di genere basti pensare le troppe discriminazioni e le violenze di sono vittime ancora oggi. Nei confini nazionali anche se le statistiche riportano che le donne hanno più cultura, è minore la percentuale di donne occupate e sono molto pochi i posti chiave ricoperti da donne. Mancano politiche di genere e di sostegno alla maternità (e alla famiglia), ancora oggi è probabile che una donna debba decidere tra essere madre e fare carriera. Oggi dovrebbe essere una solenne, occasione in cui riflettere, in coscienza di tutti, sul fenomeno della violenza sulle donne, vera emergenza sociale del nostro Pianeta. Dobbiamo combattere con forza tutti la battaglia contro l’ignobile subcultura della violenza sia essa fisica o psicologica, della sopraffazione, dell’ignoranza, per avere una società più consapevole, moderna, civile.

A tutte le donne ferite, che vivono nella paura e nel terrore, umiliate, ma che non smettono mai di cercare una vita dignitosa per sé e i propri cari dedico il mio pensiero in questo giorno speciale. Esempi fulgidi di coraggio e resilienza. Perché al di là delle quote ristrette, ci sono esseri umani ed è un diritto sacrosanto di tutti poter vivere in pace, in sicurezza e con dignità.
Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla se non la loro intelligenza. Rita Levi Montalcini
 

4 commenti su “L’8 Marzo un’occasione di riflessione

  1. DivineAspect

    Folk kallar dem mimosa, men det kan nog vara akacia. Jag har frågat folk men de kan ju också ha fel. Akacia finns det alldeles för mycket av här. Tränger ut den lokala floran. Jag sa i och för sig att de doftar men jag är nästan alltid täppt i näsan. Allergisk mot de gula? Måste undersökas. Tur att jag inte kallade inlägget för När mimosan blommar då. När akacian blommar låter ju också fint. Jag kollade på bilder och vi har faktiskt både mimosa och akacia, men akacian är vanligare. Det är dessa det är så mycket av. Lustigt att folk kallar dem mimosa. När jag tittar på bladen ser jag ju att det är akacia (har varit med och rensat akacia på skolutflykt) men kände inte igen den med alla gula blommor, de som folk kalla mimosa. Tack för den. Då blev jag lite klokare idag också! /Åsa coupon

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  2. ewebite

    A guerra finita, precisamente il 14 giugno 1921, nel clima di entusiasmo generale post rivoluzione bolscevica le delegate della Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste di Mosca decretarono l’8 marzo come data per la celebrazione della giornata della donna. Nel 1922, la celebrazione venne legiferata in Italia però a seguito del fascismo venne rapidamente abolita; solo nel 1946,l’UDI( Unione Donne Italiane) pretese che l’8 marzo fosse nuovamente riconosciuto come festa della donna così da celebrare le conquiste politiche, economiche e sociali. Il simbolo della festa, la mimosa, prese forza da sé poiché fiorisce proprio nel periodo tra la fine di Febbraio e l’inizio di Marzo. Comunque fu necessario attendere la grande ondata femminista degli anni settanta e l’inizio dello sgretolamento della vecchia società patriarcale, sanzionato ancora dal vecchio diritto di famiglia, perché nel nostro paese cadessero le ultime limitazioni “di ordine pubblico” alla celebrazione pubblica dell’8 Marzo. diploma online

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